I carabinieri sono tornati negli uffici dell'Atac: questa volta per notificare ai vertici la convocazione in Procura come «persone informate sui fatti». Il procuratore aggiunto Alberto Caperna che coordina le indagini sulla bufera di Parentopoli che ha travolto le municipalizzate Atac e Ama, ha deciso di ascoltare i vertici dell'azienda del trasporto pubblico per saperne di più sui criteri che sono stati adottati nelle assunzioni per chiamata diretta: in primo luogo ne saranno esaminate 854, quelle che sono state disposte negli ultimi due anni, ma le indagini si estenderanno anche a quelle effettuate negli anni precedenti.
I carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci hanno acquisito tutta la documentazione relativa alle assunzioni "sospette" e relative agli ultimi due anni, di nuore, generi, segretarie e mogli di assessori che, secondo quanto emerso dalla verifica sui conti, costano all'Atac circa 50 milioni di euro all'anno. Il pool di magistrati che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione ha messo a punto con i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci le linee guida da seguire in questa indagine, il reato che si ipotizza è l'abuso d'ufficio, ma per ora non c'è nessun nome iscritto nel registro degli indagati.
Verificare e valutare titoli e curriculum degli assunti "sospetti" e riscontrare se ci siano elementi per parlare di reato per queste, o per alcune di queste assunzioni, non è un lavoro semplice, e gli inquirenti dicono anche che i tempi non saranno certo brevi. Ci vorranno settimane per valutare se nelle chiamate dirette sono stati violati i regolamenti aziendali.
Tra le assunzioni sospette, quella del genero di Adalberto Bertucci, ex amministratore delegato, a cui l'Atac ha, ora, revocato anche la consulenza da 219.000 euro l'anno, e di una cubista, protagonista delle notti romane. E non c'è solo Parentopoli nel mirino degli inquirenti, da quasi due settimane nella sede legale dell'Atac, in via Prenestina, gli investigatori della Guardia di finanza stanno studiando i documenti relativi agli appalti assegnati ad aziende, spesso senza gare, circa 360 milioni in due anni.
I carabinieri di via In Selci ieri sono andati anche nella sede dell'Ama per acquisire tutta la documentazione che riguarda la posizione di 91 persone assunte per chiamata diretta nel 2008, i 451 contratti del 2009 che riguardano 324 operatori ecologici, 200 autisti e 20 addetti alle sepolture: la procura dovrà anche qui accertare se sono state seguite le regole aziendali.
E la magistratura lavora anche sulle assunzioni nelle altre municipalizzate, e non è escluso che nei prossimi giorni i carabinieri potranno acquisire contratti e curriculum dell'Acea.