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Pescara, 14/04/2026
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Data: 21/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Troppe guerre, bilancio a rischio: rimpasto rinviato. La nuova giunta dopo le feste. Sospiri: «Le regole del partito valgono solo per me»

PESCARA - Dopo Natale e forse dopo Capodanno, la giunta slitta e la neve questa volta non c'entra per niente. C'entrano le tensioni invece, il timore che possano esplodere in Consiglio regionale in piena votazione di bilancio dove i numeri cominciano a scarseggiare anche perchè Lanfranco Venturoni è ancora agli obblighi di dimora. Senza contare il Terzo Polo, molto virtuale ma al tempo stesso molto reale, almeno a livello di eventualità: se esistesse e se votasse compatto con l'opposizione con tutti e sette i suoi potenziali consiglieri (i due dell'Udc, Gino Milano dell'Api, Giorgio De Matteis dell'Mpa e i tre finiani), manderebbe sotto la maggioranza. E se ci mettiamo anche qualche franco tiratore, magari deluso dalle scelte del Pdl, allora il rischio di bocciatura diventerebbe molto reale. Meglio non scegliere.
I rischi quindi ci sono tutti. Il borsino del rimpasto dà Gianfranco Giuliante sicuro assessore. Con delega a Programmazione e sviluppo; Pianificazione Territoriale, Programmi complessi nazionali e regionali delle Aree urbane; politica energetica, Tutela, valorizzazione del paesaggio e valutazione ambientale. Mentre il secondo assessorato, a Protezione civile e ambiente, resta appeso al punto interrogativo, con Nicola Argirò davanti a De Fanis in nome del riequilibrio di appartenenza: due assessori entrambi ex An come Giuliante e De Fanis metterebbero a rischio la poltrona di capogruppo per Emiliano Di Matteo, ex An pure lui. Che però, a sentire gli appetiti che ha risvegliato il posto lasciato libero da Giuliante, non è così sicuro della promozione da vice a titolare. In fila ci sono anche Lorenzo Sospiri, ex aennino anche lui, e Ricardo Chiavaroli, che però sembra orientato piuttosto a chiedere la presidenza di una commissione. Non è da sottovalutare infatti che assessori e presidenti di commissione vengono nominati, mentre il capogruppo viene votato e quindi l'imboscata è sempre in agguato. Non ancora persa la battaglia per l'assessorato di Nicoletta Verì, che sobriamente e scaramanticamente resta zitta anche se fa trapelare che per lei «la battaglia non è ancora persa». Mentre Chiodi manterebbe per sè la sanità. La linea del partito però sembra quella di assecondare la richiesta di Chiodi e di mantenere in sella l'esterna Carpineta, in attesa che la sua poltrona-jolly torni utile per premiare qualche new entry, terzopolisti centristi o finiani che siano. Anche perchè l'altro esterno, Mauro Di Dalmazio, è considerato intoccabile dal governatore. Archiviata, almeno per il momento, la resa dei conti con Alfredo Castiglione. Dice Lorenzo Sospiri: «Mi hanno garantito che ci sarà un nuovo step di rimpasto a giugno, e in quell'occasione ci sarà la staffetta alla vice presidenza», che toccherebbe quindi a Mauro Febbo. «Io ho posto il problema - aggiunge Sospiri - che è solo un problema di regole, non certo personale. Regole che il partito è sempre pronto ad applicare a me e mai agli altri», sibila il consigliere che si sta giocando la battaglia per la poltrona da capogruppo, anche lui serenamente. Almeno in apparenza: «Se lo farò io bene, se lo farà un altro bene lo stesso. Anche se io penso di meritarmelo». I ritardi del rimpasto? Tutti da attribuire alla paura che fa novanta, concorda Sospiri, alle tensioni per la scelta del secondo assessore: «Anche perchè i numeri si stanno assottigliando: qualcuno ha detto troppo presto che siamo autosufficienti». E oggi Di Stefano incontrerà a Roma i finiani.

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