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Pescara, 18/04/2026
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Data: 22/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Fronte unito per la rinascita della regione» Documento di tutte le parti sociali: bene il Patto ma ora subito l'incontro con il governo. Lettera aperta a Chiodi e Pagano delle organizzazioni imprenditoriali e dei sindacati

PESCARA. «Giudichiamo di grande valore l'atto unitario compiuto dal Consiglio Regionale; riteniamo opportuno accelerare i tempi per arrivare al confronto con il Governo; siamo impegnati per l'ottenimento di risultati concreti nell'interesse generale della nostra regione». Si conclude così la lettera aperta che le principali organizzazioni economiche e e sindacali hanno inviato, ieri, al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e al presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano.
Si tratta di un documento molto importante che, prendendo le mosse dal Patto per l'Abruzzo lanciato da Chiodi, mette insieme imprenditori e sindacati, tutti d'accordo nel chiedere collaborazione fra le forze politiche e fra queste e il mondo della produzione per tirare fuori l'Abruzzo dalle secche di una crisi economica senza precedenti. L'elenco delle sigle che firmano la lettera (che è stata inviata anche a tutti i capigruppo in consiglio regionale) è lunga: Ance, Api, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Copagri, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
«Le parti sociali, organizzazioni rappresentative del lavoro e dell'impresa», si legge nel documento, «esprimono apprezzamento per la risoluzione unitaria del consiglio regionale approvata nella sessione straordinaria del 15 dicembre dedicata alla crisi, che raccoglie positivamente le nostre sollecitazioni al raggiungimento di un'intesa istituzionale, politica e sociale sulle questioni essenziali per lo sviluppo della nostra regione, premessa per un'azione comune il cui primo obbiettivo concreto è lo sblocco delle risorse nazionali per l'Abruzzo».
«Si tratta ora», prosegue la lettera delle parti sociali, «di dare rapidamente seguito all'iniziativa, rinnovando la richiesta al governo di fissare una data ravvicinata per l'incontro, cui l'Abruzzo potrà presentarsi forte della convergenza operata da tutte le forze regionali, per convincere l'esecutivo nazionale ad assicurare alla nostra regione un flusso di risorse aggiuntive, in riferimento a Fas, Master plan, infrastrutture, Zona franca, che consenta all'Abruzzo, afflitto da una lunga crisi strutturale, penalizzato dalla centralizzazione delle risorse messa in atto dal governo e colpito da un devastante terremoto che ha messo in ginocchio il capoluogo di Regione, di investire in progetti di rilancio produttivo ed occupazionale».
«Al fine di preparare al meglio l'incontro con il governo», gli autori del documento chiedono al presidente Chiodi «di organizzare una riunione dell'insieme delle forze istituzionali, politiche e sociali interessate, anche per coordinare il coinvolgimento dei parlamentari abruzzesi e dei rappresentanti delle parti sociali a livello nazionale».
«Il confronto con il governo», aggiungono, «sullo sviluppo richiede anche una capacità di condivisione a livello regionale delle scelte per recuperare l'unitarietà della programmazione. (...) Strettamente connesso al tema dello sblocco delle risorse nazionali per lo sviluppo è quello del bilancio regionale, nella sua condizione presente e nel medio periodo, per cui chiediamo al presidente Chiodi e all'assessore al Bilancio, Carlo Masci, un incontro per fare il punto sulla situazione odierna del bilancio, dei conti pubblici regionali e della politica fiscale e tariffaria della Regione, fare una ricognizione puntuale delle risorse eventualmente reperibili anche nell'attuale contesto di grande difficoltà finanziaria, e individuare un percorso di graduale ritorno della Regione ad una capacità di finanziamento delle proprie attività ordinarie e di investimento, esaminando quanto può essere fatto tanto sul fronte delle uscite quanto su quello delle entrate, considerando l'impatto delle scelte economiche e finanziarie nazionali e delle ulteriori tappe di realizzazione del federalismo».
A questo proposito, le parti sociali ricordano l'impegno assunto da Chiodi «relativamente alla vendita degli immobili regionali, per ripristinare la quota di Fas impegnata per coprire il buco dei conti della sanità e liberare risorse per lo sviluppo», e chiedono che «si definiscano modalità di coinvolgimento delle parti sociali».
Per quanto riguarda, poi, la richiesta di un confronto sulle strategie di medio periodo, gli autori del coumento pendono atto «della proposta di Patto per lo sviluppo ricevuta in data odierna, che contiene una parte metodologica e una parte di merito»; apprezzano «l'intenzione della giunta regionale di rispondere positivamente» alle loro istanze; ribadiscono «la necessità di individuare misure concrete di sostegno all'occupazione e rilancio dello sviluppo»; confermano «la necessità di una piena integrazione delle politiche per la ricostruzione e la rinascita economico-sociale della zona del cratere sismico con l'insieme delle politiche regionali; e, infine si riservano «di approfondirla e di esprimere quanto prima valutazioni e proposte per raggiungere un'intesa soddisfacente e utile».

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