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Pescara, 18/04/2026
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22/12/2010
Il Messaggero
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Disoccupazione all'8,7% Giovani, il 24,7% senza lavoro. I dati dell'Istat. Al Sud un under 25 su tre è senza occupazione
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Sacconi: inversione di tendenza nel terzo trimestre
ROMA -Torna a crescere la disoccupazione ad ottobre. Con un balzo all'8,7%. Il tasso più alto dall'inizio delle serie storiche dell'Istat, ovvero dal gennaio del 2004. Un nuovo record dunque che arriva come una doccia fredda sui dati relativi a luglio-settembre, che avevano registrato invece, un decremento dei senza lavoro dopo quasi due anni di crescita costante. Il dato dell'8,7% è comunque più basso della media europea. I più colpiti continuano ad essere i giovani e le donne del Mezzogiorno, oltre un under 25 su 3 è, infatti, senza lavoro. Cifre che per il segretario generale della Cgil, Camusso, sono davvero «allarmanti» perchè siamo in una situazione molto difficile. Sulla stessa linea anche gli altri sindacati, dalla Cisl alla Ugl. Mentre il ministro Maurizio Sacconi, sottolinea come la rilevazione trimestrale rimanga sotto la media europea. La revisione al rialzo del tasso dei senza lavoro a ottobre (all'8,7% dall'8,6%, dati destagionalizzati), peggiora le stime provvisorie diffuse sempre dall'istituto di statistica. E, così, cresce anche lo scarto segnato rispetto a settembre (8,4%). I dati di qualche mese fa sono, invece, più confortanti: con l'8,2% del terzo trimestre del 2010 si registra la prima discesa su base congiunturale del tasso di disoccupazione da sette trimestri. Una piccola inversione di tendenza, comunque significativa. Tuttavia, spiega l'Istat il calo è «lieve». Del resto anche se la schiera dei disoccupati si assottiglia un pò rimane comunque ampia (oltre due milioni di persone). E soprattutto rimane alto, come accennato, il numero dei senza lavoro tra i giovani, a quota 24,7%, in aumento dell'1,2% a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. Ma la percentuale cresce ancora se si guarda al Mezzogiorno, dove il 36% delle giovani donne (15-24 anni) è alla ricerca di un posto. Sul lato occupazione l'Istat, inoltre, certifica una diminuzione sia a livello congiunturale che tendenziale, a confronto con il terzo trimestre del 2009 l'emorragia è di 176 mila posti. La scure si è abbattuta principalmente sui lavoratori a tempo indeterminato (-258 mila su base annua) e in particolare su quelli impiegati a tempo pieno (-349 mila). E si potrebbe dire che piove sul bagnato visto che circa la metà dei due milioni di persone in cerca di un lavoro, lo è da più di 12 mesi. Non finisce qui, un altro record negativo lo tocca il tasso di inattività, in cui rientrano anche gli scoraggiati, che sale al 38,6%, riportandosi ai livelli del 2000. Nel Mezzogiorno la quota di chi non ha un posto oppure lo cerca s'impenna al 50%, che diventa 64,5% per la componente femminile. Secondo Camusso se si tengono in considerazione gli «scoraggiati, vale a dire coloro che hanno rinunciato a cercare un lavoro, possiamo sicuramente affermare che nel Mezzogiorno del nostro paese quasi la metà dei giovani e delle donne non trova un lavoro o ha rinunciato a cercarlo». Il ministro Sacconi sottolinea invece come «la rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro dell'Istat ci consegna la prima diminuzione del dato di disoccupazione dopo sette trimestri, a un livello distante quasi due punti dalla disoccupazione media europea. L'Italia continua a mantenere contenuto l'impatto della crisi grazie all'uso massiccio di cassa integrazione, anche in deroga, e di contratti di solidarietà».
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