PESCARA - Niente trattative, nessuna mediazione: alle due di pomeriggio Daniele Toto piazza davanti agli occhi di Fabrizio Di Stefano le quattro condizioni di Fli per appoggiare il centrodestra alla Regione. Quattro, prendere o lasciare. L'incontro a quattr'occhi tra i coordinatori di Fli e Pdl si svolge a Roma, alla vigilia della rissa in Senato sul decreto Gelmini. Condizioni programmatiche, senza sconti. Condizioni durissime e nette che impongono al Pdl una decisione: la risposta Toto la vuole subito, prima di Natale, per decidere la linea da seguire sulla votazione di bilancio. Ma non bastano i quattro punti, Toto aggiunge una richiesta mai avanzata prima, frutto della consapevolezza che senza Fli il centrodestra non va avanti, che i suoi voti sono diventati determinanti e che col Terzo Polo lo sarà ancora di più. Toto chiede un assessorato, non uno qualunque ma la Sanità, proprio la poltrona scomoda e pericolosa, occupata da Lanfranco Venturoni fino al giorno del suo arresto, una poltrona che oggi nessuno vuole perchè esplosiva, chiunque ci si è seduto fino ad oggi è finito in manette. E' la sanità il tema che a Toto sta a più a cuore, sul quale ha firmato pesantissime interrogazioni parlamentari, denunciando cattive amministrazioni e malaffare, liste d'attesa e ingiustizie sociali.
Parte da qui, dalla sanità, la lista delle condizioni di Fli per appoggiare il governo Chiodi. Toto chiede l'azzeramento dei tre manager Asl (e salva il direttore generale di Teramo solo perchè è stato nominato da poco tempo) e la rielaborazione del piano sanitario firmato dalla Baraldi, anche alla luce delle recenti sentenze della giustizia amministrativa, ascoltando le categorie, gli operatori del settore e gli enti locali; chiede la riattivazione delle società partecipate dalla Regione perchè non ha senso lasciarle nelle mani dei commissari, meglio allora liquidarle definitivamente; al terzo punto inserisce la riforma delle società dei trasporti e l'accorpamento di Arpa, Gtm e Sangritana; e infine l'impegno per una valida politica infrastrutturale.
«Un incontro cordiale», liquida Di Stefano dopo aver incassato la richiesta dell'assessorato. Che Toto fino ad oggi aveva sempre negato, «non ci interessano le poltrone», aveva detto. E ora? «La nomina di un assessore alla sanità - spiega - viene fatta da Fli non solo per dare un interlocutore politico "dedicato" al mondo sanitario regionale ma anche in funzione di un supporto politico all'ufficio del commissario e in particolare, al suo operato tecnico. Fli, in relazione alla particolare attenzione riservata al tema della sanità, non rifugge l'ipotesi di un'assunzione degli oneri, ancorchè gravosi, conseguenti alla responsabilità del settore della sanità. E' cioè pronta ad esercitare un ruolo attivo. Disponibilità questa persino dovuta, coerente con l'esercizio dei suoi diritti di critica, di stimolo o di dissenso rispetto alle decisioni e alle scelte operate in materia fino ad oggi». Ma è chiaro che se il Pdl risponderà picche, Fli andrà all'opposizione. A partire dal bilancio.