Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.246



Data: 22/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Inquinamento Scalo, dati allarmanti. I rilievi e gli esami, effettuati dall'Ateneo di Siena, fanno emergere una situazione drammatica

Il Comitato dei cittadini "Villablocc" e Wwf preoccupati: «Tanti pericoli»

Aria altamente inquinata nell'area di Chieti Scalo, nel centro abitato a ridosso della zona industriale e a 500 metri dall'università, dall'ospedale clinicizzato, da scuole elementari e medie. A denunciarlo sono il Wwf e dal Comitato di cittadini "Villablocc" che hanno fatto effettuare rilievi ed esami dall'Ateneo di Siena, specializzato nel settore. Wwf e Comitato lanciano l'allarme per la situazione «che mette ad alto rischio la salute delle persone» e diffidano gli enti (Regione, Comune, Provincia, Asl) a prendere urgenti provvedimenti.
I risultati emersi dalla ricerca «di un ampio spettro di composti inquinanti dagli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) al policloro bifenili Pcb fino ad arrivare ai pesticidi clorurati e ai pesticidi fosforici per un totale di 59 molecole - spiega in conferenza Augusto De Sanctis della sezione regionale del Wwf - sono state riscontrate nell'aria di Chieti Scalo livelli maggiori di gran lunga dei valori noti in bibliografia». E aggiunge che gli «Ipa sono sostanze assai pericolose per la salute e derivano dal traffico veicolare e dalle attività industriali. Preoccupa anche l'inaspettata presenza di elevate concentrazioni di alfa e gamma esaclorocicloesano». Alla conferenza hanno preso parte anche Luigi Iezzi presidente e Paola Olivo componente del Comitato Villablocc e il responsabile del Wwf di Chieti Nicoletta Di Francesco, dai quali è partito un «grido di dolore» per le condizioni in cui versa la zona monitorata.
«Possiamo parlare di zona rossa, vista l'alto livello di concentrazione di sostanze inquinanti», afferma Iezzi. «Noi cittadini di Chieti Scalo - aggiunge Olivo - siamo esasperati. Visto il muro di gomma che finora abbiamo trovato nelle istituzioni, siamo stati costretti ad autotassarci assieme al Wwf per provvedere al monitoraggio dell'aria che respiriamo tutti i giorni». I risultati dei rilievi sono limitati allo studio del primo trimestre di quest'anno, mentre si stanno completando le indagini per quelli successivi. E segnalazioni, le richieste d'intervento alle istituzioni competenti sono rimaste finora totalmente inascoltate. «Le inadempienze degli enti pubblici sono gravissime in questo territorio - denuncia Di Francesco - e il monitoraggio della qualità dell'aria, obbligatorio da oltre un decennio, è stato svolto in maniera estemporanea. Vorremmo capire come si valutano i progetti industriali, produttivi e residenziali».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it