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Data: 22/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
I sindacati: sapevano del buco da 360 milioni. Cgil, Cisl e Uil all'attacco: la Baraldi adesso faccia autocritica

Un debito che grava così fortemente sulle tasche dei cittadini andava comunicato prima alla collettività

PESCARA. «I 360 milioni dichiarati come "ulteriori" passività dal presidente e commissario alla sanità, Gianni Chiodi, non sono mai stati né ulteriori e né tantomeno nuovi». Lo hanno detto i rappresentanti regionali dei sindacati dei lavoratori della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, al termini di un incontro avvenuto lunedì con l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci per la discussione del debito sanitario della Regione Abruzzo.
«Documenti alla mano», scrivono i sindacati in un documento, «l'assessore ha percorso a ritroso la "storia" dei 260 milioni di debiti gravanti sul 2004-2005 e i 101 milioni del 2006 dimostrando in maniera inoppugnabile che dette cifre erano già debitamente documentate e certificate dal Bilancio nei verbali di tavolo tecnico ministeriale di monitoraggio del piano di rientro già dal 17 febbraio 2009».
«Ora rimane da capire», aggiungono i sindacati, «come mai un debito così importante che ancora grava sul bilancio della sanità e di conseguenza sulle tasche dei cittadini abruzzesi non è stato ritenuto necessario e doveroso comunicarlo alla collettività. Quale motivo? Sottovalutazione del problema, non conoscenza del dato o più semplicemente negligenza? Tanto da indurre il presidente Chiodi, il 4 dicembre scorso, a convocare, in tutta fretta, una conferenza stampa per illustrarne consistenza e gravità. Un altro spontaneo interrogativo che emerge è questo: come mai partite contabili così datate non abbiano trovato necessaria allocazione nelle plurime e pluriennali operazioni finanziarie fatte dalla Regione Abruzzo a copertura del debito sanitario? E' bene ricordare che dal 2004 e fino a marzo 2007 sono state effettuate ben tre cartolarizzazioni per un totale di circa 900 milioni di euro e un piano di rientro per circa un miliardo di euro (982 milioni), benché il debito effettivo fosse di 851 milioni. E' possibile che in tutte queste operazioni non si potessero collocare anche dette somme?».
Cgil Cisl e Uil imputano a Chiodi, come «commissario preposto al piano di rientro, la colpevole sottovalutazione dell'entità del problema, tanto da non dover ritenere farne menzione in sede di audizione in quinta commissione Sanità, appena 15 giorni prima della riferita conferenza stampa, dove viceversa, la dottoressa Giovanna Baraldi (sub commissario alla sanità ndr) aveva ottimisticamente dichiarato che il debito da coprire era di 40 milioni e che dalle riconciliazioni con le Asl stavano emergendo crediti da riscuotere».
L'ultimo attacco dei sindacati è indirizzato proprio alla Baraldi. Sarebbe il caso, concludono, che «la dottoressa Baraldi pensasse a fare lei una seria autocritica ed esame approfondito del lavoro che sta producendo piuttosto che continuare a mettere sotto accusa tutto il mondo abruzzese per carenze che, al contrario, non sono che imputabili alla sua unica persona, visto l'appalto in bianco che ha ricevuto dalla Regione Abruzzo per ridisegnare il nostro sistema di salute».

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