Il presidente della regione, Enrico Rossi, l'ha definita una riforma «radicale». Alcuni operatori del trasporto pubblico locale (Tpl) l'hanno già bollata come una riforma «inattuabile». Fatto sta che la Toscana ci prova: mettere in gara, insieme, tutti i servizi bus (oggi affidati a 14 gestori, prorogati a fine 2011) e tutti i servizi ferroviari regionali (svolti da Trenitalia, gruppo Fs). L'intero trasporto pubblico toscano sarà dunque affidato - per un corrispettivo di circa 400 milioni l'anno - nelle mani di un unico gestore, che opererà dal 1 gennaio 2012 per il servizio bus e dal 1 gennaio 2015 (appena scadrà l'attuale contratto con Trenitalia) per il servizio ferroviario. La durata del contratto per il servizio integrato gomma-ferro sarà di 12 anni. La gara verrà bandita nei prossimi mesi dalla regione (e conclusa entro il 2011), grazie a una convenzione (da firmare entro il 31 gennaio prossimo) con comuni e province, che delegheranno all'ente regionale le rispettive funzioni in materia di trasporto pubblico. Si profila dunque una super-alleanza tra gli operatori toscani su gomma (in gran parte pubblici, con un alleato straniero attivo sia nella gomma che nel ferro come la francese Ratp) e i gestori ferroviari per partecipare alla maxi gara. «Rispondiamo ai tagli del Governo - spiega Luca Ceccobao, assessore toscano alla Mobilità - con una riforma che ridisegna la rete, dà opportunità di crescita alle aziende toscane e introduce il criterio del costo standard al posto del costo storico più l'inflazione, come ha già fatto il settore sanità negli ultimi 15 anni. È una sfida che punta a tenere insieme più efficienza e meno costi». E proprio la necessità di risparmiare risorse ha guidato la strategia della regione, che ha appena fatto fronte ai tagli governativi al trasporto pubblico locale, pari a 161 milioni per il 2011, recuperando 130 milioni dai fondi regionali per l'edilizia residenziale che non sono ancora stati utilizzati. Questo consentirà di ridurre i tagli a 31 milioni (24 per la gomma e 7 per il ferro): «Una riduzione del 10% - dice Ceccobao - pur sempre dolorosa ma sopportabile razionalizzando il servizio e integrando meglio bus e treni». Scongiurato, almeno per adesso, l'aumento delle tariffe sui treni regionali, dopo quello "automatico" di adeguamento all'inflazione applicato nell'estate scorsa. Aumenti tariffari potrebbero scattare invece per le aziende di bus (in Toscana il prezzo urbano è fissato dai comuni, mentre le province decidono sulle tratte extraurbane): Firenze per adesso ha confermato il biglietto urbano a 1,20 euro, mentre altre città - che hanno prezzi compresi tra 1 e 1,10 euro - stanno pensando a ritocchi, tra cui Prato.