Tempi difficili per il trasporto pubblico e quindi per gli studenti «La Regione preannuncia obbligati tagli ai finanziamenti del 25% per il nuovo anno? Vuol dire che noi taglieremo un quarto dei servizi urbani e extraurbani». Sorride, ma non tanto, Stefano Zaninelli, direttore generale di Atv, l'Azienda Trasporti Verona, di fronte alla prospettiva delle conseguenze del bilancio «lacrime e sangue» (parole del governatore Luca Zaia) della Regione Veneto. Forse perchè spera, in fondo in fondo, che il presidente leghista non "tradisca" una provincia amica come quella di Verona. TAGLI DI UN QUARTO. «Conti alla mano», argomenta Zaninelli, «se effettivamente la Regione taglierà del 25% i finanziamenti destinati al trasporto pubblico veneto, Atv dovrà di conseguenza eliminare 5 dei 22 milioni di chilometri percorsi mediamente in un anno dai suoi autobus, di cui 7 in ambito urbano. Dovremmo quindi ridurre di un quarto le corse urbane e extraurbane, ma non solo. Un'altra immediata conseguenza delle minori entrate sarebbe il taglio del personale. E se i tagli venissero confermati, l'aumento di biglietti e abbonamenti nel corso del 2011 sarebbe pressochè inevitabile». Il direttore di Atv prende fiato: «Sono a Roma, dove ho partecipato a una riunione di Trenitalia. Il clima è pesante, ma sono stato rassicurato. In ambienti governativi si dà per quasi certo che in sede di approvazione del decreto Milleproproghe si andranno a rivedere i tagli al settore trasporti, perchè il governo non ha alcun interesse a essere così severo nell'attribuzione dei finanziamenti. Sono quindi fiducioso: l'assessore regionale Chisso avrà la possibilità di andare a contrattare con il governo condizioni migliori». VERONA PENALIZZATA. Anche Enrico Corsi, assessore comunale leghista alla Mobilità, aspetta «di leggere atti ufficiali, prima di fare commenti. Mi aspetto soprattutto», incalza, «che il Veneto si adegui all'andamento nazionale: in altre regioni il taglio è del 5%, perchè il Veneto ha deciso di decurtare di un quarto le sue risorse? E comunque sia andremo a trattare con Venezia, perchè rispetto a altri capoluoghi veneti la nostra città è penalizzata da anni. Il sistema di ripartizione dei finanziamenti, basato sul rapporto popolazionechilometri va assolutamente rivisto, dopo oltre 30 anni. Se tagli si devono fare, quindi, che coinvolgano realtà cui fino a oggi è stato dato di più, non certo Verona!» UN DRAMMA. Parla invece di «dramma» Gualtiero Mazzi, assessore provinciale ai Trasporti e sindaco di Sona, secondo il quale «se alle conseguenze della riforma Gelmini, che per le Province ha comportato l'erogazione di maggiori servizi, si aggiungesse il taglio dei finanziamenti regionali, amministrare diventerebbe davvero un'impresa. È vero che il Veneto è sempre il primo a mettersi a disposizione dello Stato nei momenti di bisogno, ma così non va bene». «Nella nostra provincia», osserva Mazzi, «nell'ambito del trasporto pubblico non c'è più nulla da grattare sul fondo del barile; le aziende dei trasporti sono state ottimizzate, non ci sono ulteriori margini di recupero di risorse. Meglio quindi andare a ridurre i contributi a realtà che possono permetterselo. Come assessore ai trasporti ho già fatto alcune convenzioni con i privati, ottenendo buoni risultati, ma non può essere questa la strada maestra. Con il progetto della filotramvia Verona si aspetta un trattamento adeguato, così come lo hanno ottenuto in passato altre realtà. La filosofia del "chi ha avuto, ha avuto" non può essere applicata in questo caso»