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Pescara, 18/04/2026
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Data: 23/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi non molla la sanità, Fli alla guerra. Di Stefano: «Quella di Toto è richiesta tardiva, sul resto si può trattare»

PESCARA - Figuriamoci. Non ci pensa nemmeno il presidente Chiodi a mollare la sanità, non l'aveva forse detto e ridetto dopo le dimissioni di Venturoni, quello è un feticcio che non si tocca che deve restare in mani sicure un forziere pieno di insidie un cappello dal quale spuntano a comando debiti arretrati come sostiene il centrosinistra, una poltrona che scotta: quindi la mantiene lui. Ed è strano, sostiene il Pdl, che adesso proprio adesso Fli si metta a fare la ruota all'assessorato più rifiutato che ci sia, strano che la richiesta venga piazzata ora dopo mesi di snobissimo disprezzo, «noi le poltrone non le vogliamo». Strano ma legittimo sostiene il vice coordinatore Pdl Fabrizio Di Stefano che martedì pomeriggio a Roma ha raccolto le quattro condizioni di Daniele Toto per appoggiare la maggioranza alla Regione, quattro punti programmatici tra i quali l'azzeramento dei manager Asl più la poltrona della Sanità: «Tutte le richieste sono legittime, soprattutto se avanzate dal coordinatore regionale di Fli. Ma è chiaro che andrà soppesata e valutata insieme al coordinatore Piccone e a Gianni Chiodi. Aggiungo però che la richiesta di Fli arriva tardi rispetto ai percorsi e alla volontà manifestata dal presidente Chiodi».
Chiaro chiarissimo, ma quello di Di Stefano è un anticipo del no. E se non bastasse la volontà di Chiodi di tenersi la Sanità, si potrebbe aggiungere che nè il governatore nè Piccone tutti e due bersaglio di critiche ferocissime da parte del parlamentare ex Pdl, a Toto non lo possono proprio soffrire. E quindi è molto probabile addirittura scontato che la risposta del centrodestra sarà picche, sui quattro punti trattiamo ma l'assessorato i finiani se lo possono sognare. Il Pdl chiude la porta a Fli e snobba anche l'ipotetico Terzo Polo al quale martedì sera a Roma Gianfranco Fini ha dato ufficialmente il via, invitando coordinatori e consiglieri regionali ad avviare i coordinamenti unitari nelle Regioni, dovunque sia possibile. «Valutare caso per caso», ha raccomandato il presidente della Camera. E anche in Abruzzo i contatti tra Fli e Udc sono in corso. Ma una conta sommaria dei voti porta il Pdl a considerare con sufficienza anche i tre voti contrari di Fli. Il Terzo Polo secondo i pidiellini nasce già diviso, su Milano da poco transitato dall'Idv all'Api non potrà fare affidamento, su De Matteis manco a parlarne, e anche i due consiglieri dell'Udc sono su posizioni quasi opposte.
Almeno sulla carta. Il Pdl però eviterà lo scontro diretto, almeno prima della votazione del bilancio e probabilmente terrà in caldo tutti, da Fli ai consiglieri che aspirano alla promozione ad assessore per evitare scivoloni di fine anno. E di scuse ce ne sono a bizzeffe, prima fra tutte gli impegni di Di Stefano e Piccone in Senato che sono sacrosanti. Perchè è chiaro che Chiodi vuole portare a casa il documento finanziario e per farlo è disposto a tutto, anche a strizzare l'occhio alle opposizioni. Che infatti collaborano. Come Camillo D'Alessandro capogruppo del Pd che ha presentato le sue proposte: taglio alla spesa improduttiva; vendita degli immobili; istituzione del capitolo "Vertenza Abruzzo". «Se verrà modificato radicalmente, come da noi proposto, potremo essere disponibili ad un ulteriore assunzione di responsabilità anche sul bilancio - dice il capogruppo - Con questo bilancio l'Abruzzo non può andare avanti neanche di qualche mese. Zero euro alle attività produttive, zero euro alle politiche sociali, significa colpire mortalmente l'Abruzzo nelle sue prospettive e nella sua tenuta». Così il Pd propone ch tra 90 giorni si torni in Consiglio per verificare lo stato di avanzamento delle procedure di dismissione del patrimonio immobiliare della Regione, «le cui risorse vanno destinate allo sviluppo». Quindi, con qualche concessione al Pd, il centrodestra potrà fare a meno dei finiani. Un calcolo che Chiodi & c. si stanno già facendo.

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