PESCARA. Tra tre giorni, il trasporto pubblico locale subirà cambiamenti importanti. Arpa e Gtm dal 1º aprile perderanno in un anno 675 mila chilometri di corse: gli autobus passeranno meno frequentemente, dunque, e potrebbe anche aumentare il costo dei biglietti. A stabilirlo è la legge finanziaria regionale. Tagli che costituiscono una mazzata per Pescara, alle prese con un allarmante inquinamento atmosferico, a livelli preoccupanti anche durante le domeniche di stop alle auto.
Quello delle micropolveri, dall'inizio dell'anno, ha superato i limiti di legge ben 42 volte. Una condizione, quella della qualità dell'aria, che avrebbe dovuto suggerire incentivi all'utilizzo del mezzo pubblico. Così non è stato, anzi. Dal primo aprile i bus viaggeranno di meno e costeranno di più. I consumatori insorgono, lo fanno anche le associazioni di categoria.
Le società addette al trasporto, anche loro danneggiate dalle restrizioni previste per legge, attendono comunicazioni ufficiali circa la "forma" da dare al cambiamento: a tre giorni dall'entrata in vigore del provvedimento, gli orari delle nuove corse non sono ancora stati affissi, e non è neppure chiaro quanto costeranno ticket e abbonamenti.
IL 10 PER CENTO Questo è il taglio previsto dalla Finanziaria regionale che recepisce la manovra del ministro Tremonti. Vuol dire che la Gtm viaggerà con 650 mila euro in meno di introiti, e che in totale al settore trasporti in Abruzzo verranno tolti 23 milioni. A confermare il dato è anche Luigi Scaccialepre, segretario regionale della Filt-Cgil. «La situazione va assolutamente rivista», dice, «e bisognerebbe istituire un tavolo tecnico con la Regione, mentre finora i nostri contatti sono stati solo attraverso la stampa».
POSTI A RISCHIO Dieci per cento in meno di fondi significherà anche posti di lavoro a rischio. Sono 80 gli esuberi previsti in tutto l'Abruzzo, 15 sul solo territorio pescarese. La nuova legge si scontra con le esigenze dell'area Pescara. Le previsioni, infatti, risultano allarmanti, pensando al prevedibile maggiore ricorso da parte degli utenti all'auto privata. Nelle vie del centro, in occasione di una delle domeniche a piedi, l'Arta ha registrato livelli di micropolveri da record: in alcune zone 102 microgrammi per metro cubo, contro il limite di 50 previsti per legge. Insomma, tagli che potrebbero avere una duplice incidenza negativa: sulle tasche dei cittadini in virtù dei possibili aumenti, ma soprattutto sulla salute e sulla qualità della vita.
I CORRETTIVI La Cgil ha inviato ai vertici regionali un documento che propone correttivi a quanto stabilito, senza ricevere risposta. «In virtù di un accordo Stato-Regioni, negli ultimi giorni al Tpl sono stati destinati, su scala nazionale, altri 425 milioni. Una parte andrà anche all'Abruzzo», ipotizza Scaccialepre, «la Regione faccia in modo di reperire al più presto questa somma, un'iniezione di liquidità fondamentale per l'Abruzzo. In secondo luogo, credo che sia necessario ragionare nell'ottica di una progressiva unificazione delle aziende che si occupano di trasporto pubblico. Solo attraverso una riorganizzazione di questo tipo, e mediante l'integrazione tra trasporto su gomma e quello su ferro, sarà possibile realizzare quelle economie che servono a non tagliare il servizio risparmiando sui costi».