Corse ridotte e biglietti ritoccati all'insù: anche a Pescara si avvicinano i contraccolpi dei tagli di risorse ai bus. La cura dimagrante scatta tra una settimana, e rischiano di finire sotto stress soprattutto le zone popolari. A lanciare l'allerta è la Cgil in tandem con la Filt, la categoria dei trasporti della Cgil, che domani illustreranno i contenuti di un documento indirizzato al sindaco e ai capigruppo consigliari di Pescara, «affinché il taglio ai servizi prospettato dalla Gtm - dicono-, e in vigore dal primo aprile, non rimanga un fatto "privato" ma interagisca con chi ha il diritto-dovere di governare nell'interesse dei cittadini». L'effetto della riduzione delle risorse, imposta dalla manovra correttiva dei conti pubblici del Governo, sarà di 254mila chilometri in meno l'anno percorsi dai bus a Pescara. Meno corse, e le tariffe aumenteranno: sotto stress gli utenti, ma c'è timore anche tra i lavoratori (a 254mila chilometri corrispondono 10 turni di servizio, 15 unità lavorative). «Ci saranno pesanti ricadute su più fronti - avverte la Cgil -: sugli utenti, attraverso la riduzione dei servizi e l'aumento delle tariffe; sulle prospettive di mobilità collettiva e quindi sull'inquinamento atmosferico in una città dai valori già pessimi, e sugli addetti del settore che subiranno inevitabili ricadute occupazionali». Sulla provincia di Pescara, del resto, ricadranno sia i piani dei tagli della Gtm, per linee urbane ed extraurbane, sia dell'Arpa.