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Pescara, 18/04/2026
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Data: 10/04/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Roma e Lazio: niente gare. Due accordi sindacali confermano l'in house. Ma serve il parere dell'Antitrust

LIBERALIZZAZIONI. Il sindaco Alemanno e l'assessore Lollobrigida firmano con Atac e Cotral Protocolli fotocopia che pretendono di «rispettare» il 23-bis nonostante i fatturati siano ben oltre i 200mila euro consentiti

Roma e il Lazio insistono sull'in house e sottraggono al mercato la più grande azienda pubblica di trasporto locale urbano e la numero uno pubblica nei servizi extraurbani. Ovvero la nuova Atac e la Cotral. O almeno questo il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, e l'assessore ai Trasporti della Pisana, Francesco Lollobrigida, hanno promesso alle organizzazioni sindacali. Con tanto di accordi «fotocopia» sottoscritti, rispettivamente il 10 marzo e il 24 febbraio 2011. Tutto questo senza fare i conti con l'oste, con l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, sotto le cui forche caudine dovranno passare. Ammesso che gli amministratori pubblici sappiamo di dovere, prima di ogni altra cosa, farsi dare il via Ubera da Antonio Catricalà, che finora lo ha sempre negato. Quel che colpisce dei due accordi è che in entrambi si scrive che si procederà «all'affidamento diretto in house» alle due società «nel rispetto della normativa vigente». Peccato che la normativa vigente - il regolamento attuativo dell'articolo 23-bis - preveda come soglia massima di fatturato per l'in house i 200mila euro mentre Atac abbia un valore della produzione attorno al miliardo e 130 milioni e Cotral a 306 milioni (dati 2009). Oltre questo massimo di valore della produzione è obbligatorio chiedere il parere dell'Antitrust, argomentando sull'esistenza dei requisiti dell'affidamento diretto con un'indagine di mercato dalla quale emerga che l'affidamento a terzi con gara sarebbe più costoso mentre l'in house risulterebbe più conveniente. Indagine che sarà piuttosto complicato produrre. È vero che il parere dell'Autorità non è vincolante ma il sindaco Alemanno ha già sperimentato sulla carne viva nella vicenda dell'aumento delle tariffe dei taxi quanto male possa fare - ancorché non sia imperativa una sua presa di posizione negativa. E sul fatto che lo sarà non sembrano poterci essere molti dubbi. Ogni volta che è stato interpellato a questo proposito il presidente Catricalà ha sempre risposto che finora tutti i pareri emessi sono stati contrari. Qualche chanche in più pensa, con ogni probabilità, di averla la Cotral perché secondo Asstra (l'Associazione delle aziende di trasporto locale) il 23-bis non si applica alle Spa di proprietà delle Regioni. Ma anche in questo caso l'Autorità per la concorrenza ha già chiarito alla Regione Abruzzo che l'interpretazione autentica è quella opposta: visto che le aziende regionali non sono esplicitamente escluse devono considerarsi comprese. Stupisce, infine, che la determinazione di continuare con l'in house - Roma fece già rumore per questa decisione con il sindaco Walter Veltroni ed è a tuttora una delle poche grandi città a non aver affidato il servizio con gara o a non aver avviato la procedura - sia stata inserita in due accordi sindacali, firmati dalle rappresentanze locali dei lavoratori, che trattano di questioni molto specifiche. Come l'unicità aziendale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e la reinternalizzazione di tutte le lavorazioni, per Atac o la situazione degli impianti, il rinnovo del parco mezzi, i contributi della Regione Lazio e il polo manutentivo per la Cotral. Visto che con l'in house da anni Atac e Cotral inanellano deficit su deficit di bilancio, magari con un po' di concorrenza o un socio privato potrebbero addirittura migliorare i conti. -

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