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Pescara, 18/04/2026
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Data: 09/04/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Famiglie, il potere d'acquisto diminuisce ancora nel 2010. E la benzina vola a quota 1,584. Il petrolio supera i 125 dollari

I dati Istat/ In un anno calo dello 0,6% dopo l'arretramento del 3,1% del 2009

ROMA Giù il potere di acquisto delle famiglie, su il prezzo dei carburanti. Una istantanea che non induce all'ottimismo. Dice l'Istat, nel suo ultimo rilevamento, che nell'arco di un anno il potere di acquisto delle famiglie italiane è calato complessivamente dello 0,6% anche se nel quarto trimestre del 2010 c'è stata una leggera ripresa (+0,8%). Un arretramento che segue la ben più forte frenata registrata nel 2009 con un meno 3,1%.
La fase sostanzialmente negativa si riflette sulla cosiddetta «propensione al risparmio» degli italiani perché se lo scorso anno il reddito delle famiglie è cresciuto dello 0,9% rispetto al 2009, è salita in modo «consistente» la spesa per i consumi (+2,5%). La «propensione al risparmio» si è attestata al 12,1% con un meno 1,3% rispetto al 2009. In pratica, meno soldi si hanno in casa, meno si risparmia. Le associazioni dei consumatori parlano di «situazione preoccupante» che pesa soprattutto sui pensionati e sulle famiglie a rischio di povertà relativa. I sindacati danno ai dati Istat il valore di una conferma della gravità della crisi. Secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) dal taglio della spesa per gli alimentari hanno risentito anche i prodotti di prima necessità: sono calati pane e pasta (rispettivamente, 2,7% e 1,8% sul 2009), carne rossa (-4,6%), pesce (-2,9%), frutta e agrumi (-1,8%), vino da tavola (-2,1%). Fanno sempre meno affari - aggiunge la Cia - i piccoli negozi e va meglio la grande distribuzione organizzata. Il ministro Del Welfare, Maurizio Sacconi, ammette che «il quadro è difficile, ma il trend per le famiglie migliora».
E l'aumento del prezzo dei carburanti non può che infiammare le prospettive a breve termine: il Brent del Mare del Nord ha raggiunto ieri un nuovo record toccando a New York i 125 dollari a barile con un aumento di 2,35 dollari rispetto alla chiusura di ieri l'altro (+1,92%). Si tratta del livello più alto dall'agosto 2008 con una crescita di oltre il 40%. All'origine della lievitazione dei prezzi la forte domanda delle grandi economie come quella di Cina e Usa, ma anche le tensioni in Libia e le incertezze legate alle elezioni in Nigeria. Il prezzo della benzina ieri ha toccato quota 1,584, quello del gasolio 1,493, il gpl 0,783. Prezzi differenti da regione a regione. A sborsare di più per un pieno è l'automobilista siciliano che per un litro di gasolio paga 1,548 euro a litro, mentre in Piemonte un litro di benzina costa 1,542 al litro. «Nella settimana - spiega la Figisc Confcommercio - agli incrementi dei fattori internazionali di mercato si è aggiunto anche l'aumento dell'accisa, che pesa sul prezzo finale per circa 0,9 eurocent al litro». La stessa Figisc prevede per i prossimi giorni una «tregua armata».

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