«L'autista ha bisogno di caffé?», dice con sarcasmo una ragazza appena salita sul bus. «Ma no, non è in ritardo, è che sono cambiati gli orari», interviene una signora seduta alle spalle del conducente. «Se è così, ci informassero come si deve», dice stizzita l'altra. E' uno dei colloqui caldi sui bus della Gtm, una settimana e tanti mugugni dopo il via alla cura dimagrante scattata il primo aprile per effetto dei tagli di risorse scritti dal governo.
Ore 12,53 fermata di piazza Duca d'Aosta: il bus numero 5, direzione-Colli, preleva la folla che aspetta, chi da qualche minuto chi da quasi mezz'ora. Come la ragazza: aspettava il bus in partenza alle 12,30 dal Terminal e non sapeva che il nuovo piano orario, a quell'ora e su quella linea, avesse allungato così tanto l'attesa. Negli annunci della Gtm, il restyling della linea 5 avrebbe dovuto significare l'allungamento della frequenza di 5 minuti tra le ore 12 e le 14, ovvero bus in partenza ogni 20 minuti, non più ogni 15. Eppure nella settimana del rodaggio, la prova sul campo e la tabella-orari raccontano altro: il bus successivo alle 12,15 c'era ad esempio alle 12,45. «Così ci sono più passeggeri alle fermate e noi accumuliamo ulteriore ritardo» dice l'autista-bersaglio di mugugni. Nei cartelli degli orari, intatte le partenze delle 13 e delle 13,15; poi ancora un vuoto di 25minuti fino alle 13,40. Un pasticcio, tanto che da venerdì sul sito della Gtm è comparsa un'errata corrige per la linea 5, che riscrive le frequenze ogni 20minuti. Ma intanto è stata una settimana di confusione.
«I passeggeri si lamentano con noi - racconta un altro autista, linea 5 delle 13,40 -, perchè abituati ad altri orari o perchè non tutti sono informati dei cambiamenti». Così è anche sulle linee 1 e 2: capolinea accorciati. Entrambe le linee, prima, partivano da Zanni diretti a Francavilla foro, avvicendamento di 10 minuti, seppur con diverso tragitto; ora la linea 1 parte al Terminal e arriva a Francavilla Foro; il 2 parte da Zanni ma giunge a Francavilla Stazione; l'attesa è di 20 minuti. «E se la prendono con noi - racconta un autista sulla linea 1 - anche perchè le insegne che indicano la direzione non sono adeguate».
Così è a terra, sulle pensiline: lungo corso Vittorio Emanuele e viale Marconi, sono sistemati i cartelli adesivi con i nuovi orari, ma affianco ci sono quelli vecchi. La confusione è stata maggiore nelle fermate periferiche, almeno fino a venerdì quando la Gtm ha cominciato a spalmare anche lì i nuovi orari: per una settimana su molte fermate non c'è stato nessun annuncio; in altre, erano affissi solo gli orari antecedenti. A bordo dei bus sono invece ben esposti i nuovi orari. «Ma quando i passeggeri li vedono, ormai sono saliti» sbotta un pendolare della linea 2, che da una settimana assiste a sguardi e voci di nervosismo, di chi si ritrova con il capolinea obbligato di Francavilla stazione. «C'è gente che aspetta alla pensilina e non sapendo ancora che sono cambiati gli orari, interpreta l'attesa come ritardo dell'autobus», riferisce un autista della linea 4, dove tra le 12 e le 14 i bus passano ogni mezz'ora anzichè ogni 20 minuti. Tra le news, la soppressione nei festivi della linea 13, Pescara-Sambuceto. «E' vero che quella corsa era nata in chiave industriale, ma era usata anche per i centri commerciali - premette Verino Caldarelli, sindaco di San Giovanni Teatino, dove nei festivi era già stata cancellata la linea 6 -. Avrei preferito un confronto preliminare con la Gtm».