Governatore e manager Asl al convegmo di Di Dalmazio Ricordato Pino Rubucini
TERAMO. L'obiettivo, ma sarebbe meglio dire l'annuncio, è quello di ridurre le tasse e alleviare il peso sulle tasche di cittadini e imprese abruzzesi in tre anni. Cioè entro la fine del mandato in Regione di Gianni Chiodi. E' il presidente, dalla sua Teramo, a porre il traguardo finale del piano di risanamento della sanità regionale.
Chiodi rivendica i suoi risultati, in primis la copertura quasi totale del disavanzo del passato, e fa il punto insieme al manager della Asl teramana Giustino Varrassi. Il confronto c'è stato ieri a Teramo durante il convegno "Le tue domande sulla sanità" organizzato da "Abruzzo al centro", l'associazione che fa riferimento all'assessore regionale Mauro Di Dalmazio. L'occasione per fare al manager e al commissario le domande più sentite dalla gente, raccolte fuori dai 4 ospedali teramani, proprio mentre incalza il dibattito sui cambiamenti innescati dal nuovo piano aziendale di Varrassi. Domande che sono state formulate da 5 giornalisti.
IL PUBBLICO. In platea nella sala polifunzionale della Provincia il popolo del cosiddetto "modello Teramo", un pubblico di amministratori, politici, professionisti e giovani tra i fedelissimi alla squadra dei teramani al governo regionale. Ma a spiccare in prima fila c'era soprattutto lui, Lanfranco Venturoni, ex assessore alla sanità e "suggeritore" del governatore, messo in panchina dalle inchieste giudiziarie ma ancora in prima linea nella politica che conta.
L'OMAGGIO A RUBICINI. La giornata si è aperta con l'omaggio a Pino Rubicini, tra i fondatori di Abruzzo al centro e della lista civica di Chiodi e consigliere della Team, recentemenrte scomparso all'età di 62 anni. Alla moglie Amelia e al figlio Francesco è andato l'abbraccio della sala mentre è stato annunciato che a Rubicini sarà intitolata la sezione locale dell'associazione. Poi i saluti del senatore Paolo Tancredi, di Mauro Di Dalmazio, del sindaco Maurizio Brucchi che ha rivendicato il suo operato come presidente del comitato ristretto dei sindaci e, infine, del presidente della Provincia Valter Catarra che ha annunciato la convocazione di un consiglio provinciale straordinario sul tema sanità, chiesto a gran voce dai gruppi di opposizione.
LA PROTESTA. A fare da contraltare arriva anche la protesta di un gruppo di una ventina di volontari della Croce Bianca di Alba guidati da Bruno Delli Compagni, coordinatore provinciale dell'Anpas. Protestano per la riduzione del servizio nelle postazioni del 118 di Alba, Giulianova e Silvi-Pineto, dove dal 1º maggio in poi resteranno in servizio solo i soccoritori della Croce Rossa, ma anche per le riduzioni di orario effettuate in altre zone. E' la conseguenza della necessità di tagliare, o meglio di "riorganizzare" come spiega Chiodi che promette un incontro ai volontari spiegando in ogni caso il bisogno di riorganizzare il sistema dell'urgenza/emergenza e i rapporti di convenzione.
SBLOCCO DEL TURN-OVER. E' stato innanzitutto Chiodi a tenere banco al fuoco di domande arrivate dai giornalisti su più fronti di discussione, dalle liste d'attesa infinite alle difficoltà di comunicazione fino alla necessità di arginare la mobilità passiva verso le Marche. Tra le novità Chiodi ha annunciato lo sblocco del turn-over per il personale ospedaliero, ovvero assunzioni per rimpiazzare i pensionamenti. «Grazie ai risultati ottenuti per il ripianamento del debito», ha spiegato, «potremmo rimpiazzare il 90% dei medici che vanno in pensione e il 30% del personale infermieristico, e si tratterà di giovani assunti con regolari concorsi pubblici».
PESSIMA COMUNICAZIONE. Chiodi ha ammesso invece il problema della mancata comunicazione. «E' vero siamo inadeguati a fare comunicazione», ha detto, «ma abbiamo un'altra dote: otteniamo risultati».
VARRASSI. Sul dramma liste d'attesa Varrassi dice che si tratta «solo di un problema della radiologia» e quindi di inadeguatezza delle strutture diagnostiche, «mentre ad esempio in altri reparti come cardiologia è possibile farsi visitare anche in tempo reale». Il manager ha poi tenuto a ribadire che «rimarrano per ora i 4 presidi, fino a quando la Regione non deciderà diversamente, ma è necessario che ci sia una specializzazione di ognuno», mentre per le attese nei pronto soccorsi ha spiegato che «il 50% delle persone che vi si rivolge non ne hanno bisogno, vi garantisco che durante il mio mandato punteremo ad una riduzione delle file». C'è appena il tempo di veder entrare il medico-assessore Corrado Robimarga, pallido in volto per la vicenda giudiziaria che gli è piovuta addosso, che il convegno fiume durato tre ore finisce.