Niente straordinari a partire da oggi, stop per quattro ore venerdì. È la parola d'ordine lanciata dalle segreterie regionali sindacali dopo il tavolo tecnico convocata dall'assessorato regionale su «Ambito ottimale. Bacino di Traffico». Le associazioni di categoria respingono gli scenari delineati ed esortano gli iscritti a scioperare «compatti per la salvaguardia del nostro futuro». L'analisi di introduzione del tema a cura dell'assessorato ai trasporti ha evidenziato la possibilità di procedere nella scelta di impostare le gare su tre ipotesi: 1) bacino unico; 2) bacino unico compresi i servizi urbani dei 4 capoluoghi di provincia; 3) 4 o 5 bacini provinciali. «Si sono registrate - così i sindacati - alcune dichiarazioni tra cui quella del presidente di Arpa, tendenti ad indirizzare la scelta su un numero di 5 bacini da porre a base di gara». La replica è stata che si debba invece «procedere su una gara a bacino unico indicando tutti i fattori positivi di tale scelta, che garantisce maggiormente sia il sistema dei trasporti in termini di efficacia e qualità, sia l'intero personale del comparto.Bandire le gare su diversi bacini in Abruzzo significa abbassare i requisiti tecnico/organizzativi ed economici dei partecipanti, confermando di fatto il nanismo delle Aziende che tutti chiedevano di eliminare.La posizione basata sull'ipotesi di più bacini è in controtendenza con quanto sta accadendo in tutto il territorio nazionale e conferma che una Regione, l'Abruzzo, vuole distinguersi a tutti i costi: unica a interessare l'antitrust; unica ad applicare il Patto di stabilità; adesso vorrebbero essere gli unici a polverizzare l'affidamento dei servizi, favorendo l'anomala frammentazione che già caratterizza l'Abruzzo e che genera eccessivi costi, impedendo di fatto le razionalizzazioni e l'omogeneità di spesa ancorata ai migliori modelli esistenti. Come se ciò non bastasse si è palesata anche la possibilità di rinunciare alla Azienda Unica Regionale, al recupero cioè di gran parte dei costi della politica, per il solo motivo che l'iter burocratico comporterebbe tempi troppo lunghi». Di qui il ricorso allo sciopero per dire «basta» a un atteggiamento ritenuto «inaccettabile».