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Pescara, 18/04/2026
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Data: 11/04/2011
Testata giornalistica: Il Tempo - Ed.Abruzzo
Piano dei trasporti a collaudo in Molise. Sindaci e cittadini contrari alla cancellazione delle corse dei pullman

Regione. Per il consigliere Petraroia bisogna aprire subito un tavolo di confronto «Salvaguardare i servizi essenziali di malati, studenti e pendolari»

Non c'è pace sul Piano dei trasporti regionali. I cittadini del capoluogo di regione - soprattutto quelli delle contrade - sin dal giorno dell'entrata in vigore del provvedimento hanno protestato contro i tagli a corse ritenute essenziali per il collegamento con il centro città. Nell'area del Volturno la situazione sta diventando, giorno dopo giorno, sempre più esplosiva. Il sindaco di Scapoli, Renato Sparacino, si è fatto promotore di una petizione popolare e non ha escluso altre forme di protesta eclatanti. Studenti e pendolari lamentano problemi di collegamento con le città. Le corse eliminate, dicono, hanno scombussolato partenze e coincidenze. In molti hanno optato per i treni regionali. Ma lì è un'altra storia. O, meglio, un'altra odissea. Tutti chiedono una sostanziale rivisitazione del Piano approntato dalla struttura dell'assessore ai Trasporti, Luigi Velardi. La moblitazione coinvolge anche la Regione. Il consigliere regionale, Michele Petraroia, infatti, chiede l'apertura di un tavolo di confronto con i sindaci, le rappresentanze dei lavoratori e degli studenti «per capire, comune per comune, quali tagli effettuare e quali collegamenti sopprimere». Il Consiglio regionale, il 18 gennaio scorso (all'unanimità), diede l'ok alla delibera n°11 (collegata alla Manovra Finanziaria 2011) nella quale, tra l'altro, riportava l'obbligo di preservare le corse degli studenti, dei pendolari e delle fasce più deboli della popolazione che devono raggiungere i centri maggiori per motivi di salute o per evenienze di forza maggiore. «All'interno del riordino - aggiunge Petraroia - in cui scompaiono 6 milioni di chilometri bisogna salvaguardare le fasce sociali costrette a muoversi per obbligo di cura, lavoro o studio».

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