L'associazione Contribuenti.it chiede spiegazioni anche sugli aumenti fino a 40 volte il costo del biglietto a bordo
PESCARA. «Il contratto di servizio tra Regione e Trenitalia si ritorce contro gli utenti». Dopo il gruppo consiliare del Pd, che ha presentato una proposta di legge sui servizi ferroviari, è l'associazione Contribuenti.it a chiedere spiegazioni a Trenitalia su una serie di clausole che porterebbe i passeggeri abruzzesi a pagare di più rispetto ad utenti di altre regioni e ad avere meno qualità. Il contratto è stato firmato a gennaio ed è valido fino al 2014. Donato Fioriti, presidente regionale utenti e consumatori dell'Abruzzo, spiega che «circolano notizie preoccupanti» che, si augura, Trenitalia smentisca «altrimenti», aggiunge, «daremo il via ad una serie di azioni, anche estreme, a tutela del contribuente-utente». Fioriti sostiene che ci sarebbero conseguenze negative sull'efficienza e la qualità del servizio e si riferisce all'assenza di sanzioni per il sovraffollamento, per la carenza di pulizia e decoro e per l'assenza di informazioni ai passeggeri. «È di tutta evidenza che questo, allorchè fosse vero, genererebbe una "diminutio" della qualità del servizio offerto agli utenti-contribuenti», sottolinea. Il presidente regionale rivela anche che nel contratto, «sembra sia prevista una norma secondo la quale al viaggiatore che acquista il biglietto sul treno venga addebitata una maggiorazione non fissa, come avviene usualmente, ma addirittura di quaranta volte superiore».
Ma quello dei treni, non è l'unico settore dei trasporti ad essere al centro delle polemiche. I sindacati hanno infatti confermato lo sciopero per venerdì di quattro ore nel settore gomma (autobus) che coinvolge Arpa, Gtm e Sangritana. Proclamata anche l'astensione dalle prestazioni straordinarie «fuori turno». Alla base dello sciopero, indetto da Fit Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl, c'è la vertenza sul «patto di stabilità» a cui dovrebbero attenersi le società di trasporto «che pur essendo a capitale pubblico sono tutte delle società per azioni e quindi ricomprese in un sistema privatistico di gestione». «La Regione Abruzzo», sottolineano i sindacati, «è l'unica in Italia ad aver adottato tale disposizione che di fatto impedisce alle aziende a capitale pubblico di predisporsi alle prossime gare, settembre 2011, e penalizza i lavoratori perché cancella diritti previsti dal contratto di categoria».
I sindacati non condividono neanche la divisione del territorio in cinque bacini di traffico (1 per provincia + 1 per area metropolitana Chieti-Pescara) da parte dell'assessorato regionale, da mettere a gara nel prossimo mese di settembre. Ritengono fondamentale che si effettui una gara su bacino unico «in linea con quanto hanno già fatto o stanno facendo le regioni che hanno caratteristiche simili». «Come se ciò non bastasse», proseguono, «è stato accennato anche ad una ipotesi di non procedere nella costituzione dell'azienda unica per il solo motivo che l'iter burocratico sarebbe troppo lungo». Ipotesi anche questa contrastata dalle sigle sindacali «perché», sostengono, «impedisce il recupero di gran parte dei costi della politica favorendo l'anomala frammentazione che già caratterizza l'Abruzzo e che genera eccessivi costi»