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Pescara, 18/04/2026
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Data: 12/04/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il sindaco Brucchi ha deciso: assumerà ad interim la delega all'Urbanistica. Robimarga, presentato ricorso al Riesame

Caso Robimarga: il sindaco Maurizio Brucchi assume ad interim la delega all'Urbanistica. Intanto l'assessore che ha rimesso il mandato nelle mani del sindaco continua mantenere il silenzio stampa in cui si è chiuso da sabato, da quando, cioè, si è diffusa la notizia dell'inchiesta che lo sta riguardando e la decisione del Gip di sospenderlo per due mesi dalla sua attività di medico ospedaliero. Il telefono di Robimarga "bolle", è spesso occupato. Chiede: «richiamami tra cinque minuti», poi ancora occupato. Quando finalmente si riesce a parlare con lui, risponde con tono pacato e tranquillo ma fermo: «Parlo solo attraverso i miei avvocati, non rilascio dichiarazioni, il momento è delicato». Il momento è davvero delicato, Robimarga ha tutti gli occhi puntati su di sé. A dargli forza ci sono le parole che il sindaco Brucchi sceglie di affidare ad un comunicato ufficiale in cui spiega che ha preso la decisione di assumere la delega all'Urbanistica dopo un incontro con il coordinatore provinciale del Pdl Paolo Tancredi e con lo stesso Robimarga. Brucchi ribadisce la sua fiducia nella magistratura ma anche verso uno dei componenti della sua Giunta a cui è legato da una conoscenza personale che dura da anni. «Nel confermare la piena fiducia nell'attività della magistratura inquirente- scrive Brucchi -, non posso che constatare come le accuse contro l'assessore Robimarga non tocchino in alcun modo il suo operato quale delegato all'Urbanistica. Infatti, nell'attività della magistratura, non risulta siano emerse evidenze relative al suo impegno politico. D'altro canto, cultura giuridica consolidata impone di aver rispetto per il principio della presunzione d'innocenza». Brucchi esprime a Robimarga «la più totale vicinanza» e «la più totale stima», lo ringrazia per aver rimesso il mandato «un'attenzione che ha voluto dimostrare nei confronti miei, dell'amministrazione e della città» ed aggiunge l'auspicio «che possa dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati». Di parere diametralmente opposto Rifondazione che chiede le dimissioni dell'intera Giunta comunale «per ridare un po' di dignità alla politica teramana» ritendo che «il modello Teramo sia finito nel peggiore dei modi» e attacca i doppi incarichi rivestiti da assessori «iperattivi in più ruoli» e lo stesso sindaco «in doppia funzione».

Robimarga, presentato ricorso al Riesame
Pedinamenti, intercettazioni e filmati: ma per la difesa «partorito un topolino»

Sette capi d'imputazione. Intercettazioni telefoniche. Videoriprese. Pedinamenti e dichiarazioni rese ad oggi dalle persone informate sui fatti. Ma la indagini sul caso di Corrado Robimarga, medico ed ex assessore all'Urbanistica, vanno avanti. Indagato, in concorso per falso e truffa aggravata, c'è anche un dirigente del Comune. Lo stesso il cui nome sarebbe stato ritrovato su certificati firmati in bianco durante un sequestro preventivo avvenuto nello studio di Robimarga. Presunti permessi retribuiti grazie al dirigente comunale compiacente che certificava, insomma. La difesa, sostenuta dall'avvocato Antonio Valentini, ha già presentato ricorso al Tribunale della libertà dell'Aquila contro il provvedimento di sospensione dall'esercizio di medico ospedaliero, disposto dal gip Guendalina Buccella in accoglimento parziale dell'istanza del Pm (accolti infatti solo tre capi d'imputazione). Un'interdizione dal lavoro temporanea la cui durata è di massimo due mesi. Tra le ipotesi di reato si parla di peculato per soldi, un totale al momento già quantificato di 420 euro, che Robimarga avrebbe preso da pazienti visitati in ospedale senza rilasciare alcuna ricevuta usufruendo, però, delle apparecchiature della Asl. Ma è grazie alle intercettazioni telefoniche che gli inquirenti avrebbero scoperto altro: un falso nella compilazione della cartella clinica di un paziente ricoverato a dicembre del 2010 nel reparto di Urologia del Mazzini. Tre telefonate. A chiamare è sempre un'infermiera Robimarga è fuori e non ripasserà in reparto. Alle 19,30 l'infermiera chiede se può fare un emocromo al paziente «perché suda è bianco pallido». Alle 20,07 chiede quando passa in reparto «per aggiornare un po' le cose...». Alle 20,43 lo aggiorna sul risultato dell'emocromo e chiede se può somministrare al paziente il potassio. Ma sulla cartella clinica risulterebbe che Robimarga abbia richiesto lui quello stesso giorno la consulenza cardiologica e prescritto una compressa per tre volte al giorno di potassio con somministrazione alle 6 e alle 18 e non la sera. Per il gip allo stato attuale sussiste il pericolo di reiterazione del reato. In quanto al falso ideologico in atto pubblico il giudice ha ritenuto non di secondaria importanza «l'attuale permanenza dell'incarico politico». Un ruolo che potrebbe avere ulteriori sviluppi in questa vicenda è quello del dirigente comunale, così come evidenzia anche il procuratore capo Gabriele Ferretti.

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