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Pescara, 18/04/2026
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Data: 12/04/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Enrico Letta al centrodestra: cambiate leader. Fini: «Chi ha i conti con la giustizia deve pagarli. Comiziaccio ai limiti dell'eversione»

ROMA. Dal «Paese deraglia mentre il premier si occupa dei suoi processi» di Pier Luigi Bersani, al «comiziaccio ai limiti dell'eversione» di Enrico Letta fino ai «conti con la giustizia si pagano» di Gianfranco Fini. All'immancabile performance di ieri del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che dentro e fuori la Corte d'assise d'appello di Milano si è esibito in una serie di battute scomposte e attacchi contro tutti, giudici in primis, è seguita una serie di reazioni politiche, sottese da un umore comune: la stanchezza.
Dura la stilettata lanciata dal presidente della Camera Fini all'indirizzo del premier: «Dobbiamo dimostrare ai cittadini che la legge è uguale per tutti e coloro che devono pagare il loro conto con la giustizia devono farlo». Per il segretario del Pd Bersani, «stanco di parlare di Berlusconi e dei suoi processi», ricominciare così la settimana parlamentare mentre l'Italia «deraglia», «è una vergogna». E non si «diverte» più Pier Ferdinado Casini, leader dell'Udc, che definisce il Cavaliere «un disco rotto» le cui «litanie non interessano più nessuno», a cominciare dagli italiani che probabilmente vorrebbero «parlare delle questioni oggi sul terreno, dei giovani che non trovano lavoro e dei precari che non hanno possibilità di stabilizzazione».
Il teatrino in tribunale del premier, ha fatto venire in mente ad una sconfortata Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, la sequenza di un film di Totò: «Berlusconi è riuscito a trasformare una cosa grave in un a cosa ridicola: come la memorabile scena di Totò e Peppino a processo, in cui i famosi cugini Posalaquaglia fanno i testimoni in contemporanea, fra l'ilarità generale, sia dell'accusa che della difesa». Secondo la Finocchiaro, sostenere, da parte di Berlusconi, «di avere dato dei soldi a Ruby per evitare che s'avviasse alla prostituzione e, al tempo stesso, essere convinto che la ragazza fosse la nipote di Mubarak è un corto circuito del buonsenso».
Enrico Letta, Pd, lancia un appello al centrodestra: «Per favore cambi il presidente del Consiglio: sarebbe utile per l'Italia e per lo stesso centrodestra». Per il leader dell'Idv Antonio Di Pietro invece, urge l'intervento di Giorgio Napolitano. «Siamo arrivati alla prova provata di uno stato di eversione in atto - dice l'ex pm -. Berlusconi è la massima carica del governo e rifiuta le regole dello stato di diritto e il controllo della legalità. A questo punto, si pone un problema di tenuta democratica del Paese e chiediamo al presidente della Repubblica di assumere le conseguenti decisioni prima che sia troppo tardi». E di «comportamenti ai limiti dell'eversione» parla anche il responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano: «Che il massimo rappresentante del potere esecutivo si faccia organizzare un palco da comizio fuori del tribunale di Milano per gridare e strepitare contro la magistratura è inaccettabile».

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