PESCARA - Lo mette alla porta alle quattro del pomeriggio, la misura è colma per Gianni Chiodi quando legge le dichiarazioni di Gianfranco Giuliante sulle convenzioni dell'università dell'Aquila con la Asl di Teramo, e non servono a niente le due righe di smentita che arrivano alla fine della conferenza stampa, è una retromarcia tardiva una pezza inutile, gli basta rivedersi i video sul web a notte fonda per decidere che adesso basta, l'assessore alla Protezione civile se ne può tornare a casa. Lui non lo regge un minuto di più.
E' ancora a Roma il governatore quando in Abruzzo arriva la lettera con cui licenzia l'assessore in quota ex An nominato soltanto quattro mesi fa un po' a malincuore, e ci mancherebbe altro visto che Giuliante gli aveva dato un sacco di gatte da pelare attaccandolo un giorno sì e l'altro pure da capogruppo in carica del Pdl: «Le dichiarazioni rilasciate da Giuliante a margine di una conferenza stampa sulla sanità tenutasi ieri che ritengo assolutamente gratuite, infondate e pretestuose - scrive Chiodi - appaiono di tale gravità da far venir meno il necessario rapporto di fiducia tra il presidente della giunta regionale e il suo assessore». Via le deleghe a Giuliante e rinvio di ogni decisione a un faccia a faccia fissato per venerdì. «In quell'occasione - aggiunge Chiodi - l'assessore dovrà fornire ogni opportuno chiarimento e spiegazione delle sue dichiarazioni al fine di consentirmi di valutare la sussistenza dei requisiti fiduciari». Giuliante resta quindi assessore senza incarichi, anche se Chiodi gli lascia una porta aperta almeno fino a venerdì.
Difficile da digerire per Chiodi quella frase consegnata ai microfoni dei giornalisti con nonchalance alla fine della conferenza stampa: «Quello che dispiace all'Aquila fa piacere a Teramo e quindi a Chiodi», spara Giuliante senza imbarazzo alludendo alla responsabilità politica del governatore nel trasferimento delle convenzioni alla Asl di Teramo. Un attacco neppure troppo mascherato e «non è la prima volta» dice Chiodi che a Giuliante gliel'aveva giurata dai tempi in cui i coordinatori Pdl gli avevano imposto il suo nome come assessore regionale in quota L'Aquila: «La prima volta che sgarra però...». Giuliante sgarra e il gruppo pidiellino tace, nessuna nota nessuna dichiarazione ufficiale ieri alla notizia del licenziamento dell'assessore, in attesa di capire cosa succederà venerdì. Quell'attacco però a Chiodi brucia più di ogni altro perchè, racconta ieri alla fine di una lunga giornata, «mi è arrivato a bruciapelo proprio al termine di una serie di riunioni impegnative al ministero per decidere importanti investimenti per L'Aquila dell'Alenia space, quindi capirete l'amarezza», e allora adesso vuole spiegazioni, «voglio incontrarlo di persona, guardarlo negli occhi, Giuliante mi dovrà dire perchè ha detto quelle cose, se le pensa davvero, cosa intendeva. E alla fine deciderò se confermargli la fiducia oppure no». Nel frattempo sms a ripetizione, Giuliante scrive e spiega e forse spera che quella di Chiodi sia soltanto un sette in condotta, e che venerdì potrà superare gli esami di riparazione.
«Certo che in una squadra di governo il rapporto di fiducia è fondamentale - aggiunge Chiodi - Ho preso questa decisione a mente fredda, dopo averci dormito su e dopo aver controllato sul web, lunedì notte, che Giuliante quella frase l'avesse detta per davvero, proprio nel momento in cui io mi stavo adoperando per L'Aquila. Poi al mattino ho comunicato la mia decisione ai coordinatori Pdl e ho scritto. Nel merito della questione, cioè le convenzioni a Sant'Omero, io non voglio entrarci e non ci sono mai entrato. Ho solo indicato la strategia di fondo e pensavo che Sant'Omero potesse aiutare L'Aquila a sviluppare i suoi progetti. Ma se adesso mi diranno che all'università dell'Aquila le convenzioni non servono, bene vorrà dire che ci sono tante altre facoltà di Medicina e che Sant'Omero potrà convenzionarsi con un'altra delle tante. E al Pd rispondo che la delega alla Protezione civile non mi serve, quelle che ho per me sono già troppe».