L'assessore fa progetti e difende le scelte della Regione dagli attacchi del Pd
PESCARA - Ultima fermata Pescara. Centocinquanta chilometri più a sud di Ancona. E' tutta qui, in questi 150 chilometri di strada ferrata la scommessa di Giandonato Morra, «mi ci gioco tutto, sono pronto a battermi politicamente come un leone» e l'ha già messa per iscritto, si tratta solo di allungare un po' e che saranno mai 150 chilometri. Un sogno, per adesso, ma molto più concreto di quanto si possa immaginare precisa l'assessore regionale ai Trasporti. L'alta velocità sulla linea adriatica fino ad Ancona, si è ipotizzato in un tavolo tecnico tra ministero e Trenitalia. «E io ci sono voluto salire sopra subito, facendo una richiesta ufficiale che sta agli atti: se si farà l'alta velocità sulla linea adriatica, fino ad Ancona, ho chiesto che venga prolungata fino a Pescara, facendo in Abruzzo l'ultima fermata utile» e riscattando così la regione da una lunga storia ferroviaria fatta di tagli e penalizzazioni. Persino rispetto alla Puglia. Un sogno neppure troppo a lunga scadenza, dice Morra, perchè in questo campo ci si mette pochissimo a tradurre idee in progetti.
Altra storia è il contratto a due facce con Trenitalia. Uno scandalo, ha denunciato il Pd, visto che l'Abruzzo ha firmato un contratto di servizio-capestro in cui a fronte di un investimento di 32 milioni, la Regione dovrà mettere il 50 per cento. Pochi chilometri più su la Regione Marche, a fronte di un investimento di 100 milioni, investirà soltanto 8,4 milioni. Due pesi e due misure tra l'altro accettate senza alcun obbligo, visto che almeno formalmente i trasporti non viaggiano in regime di monopolio. «C'è una spiegazione a tutto», dice l'assessore, «perchè innanzitutto bisogna conoscere la storia degli investimenti di Trenitalia nella nostra regione, e poi non si può tacere un aspetto fondamentale: l'Abruzzo è l'unica regione in Italia ad aver preteso di inserire nel contratto una clausola che stabilisce che in caso di riduzione dei trasferimenti statali, la Regione possa rivedere gli importi contrattuali senza incorrere in penalità e senza che Trenitalia possa farci causa». Una eventualità neppure troppo remota col federalismo fiscale, secondo Morra. «Senza contare che nel 2010 Trenitalia ha investito 42 milioni interamente a suo carico nel rinnovo della flotta dei treni». Aspetti da cui non si può prescindere quando si firma un contratto, aggiunge l'assessore. Anche se l'Abruzzo brilla per un'altra cantonata: è l'unica regione in cui un viaggiatore è costretto a pagare 200 euro di multa se sorpreso a viaggiare in treno senza biglietto. In tutte le altre regioni i portoghesi pagherebbe solo 50 euro. «Questo è vero, ma tutti sanno e anche l'opposizione sa che mi sono impegnato a porci rimedio, con una circolare interna. Nell'attesa ho pregato Trenitalia di usare il buon senso». E chi vigilerà sulla regolarità del contratto? Non solo Trenitalia, ma un tavolo di monitoraggio con due esponenti della società ferroviaria e due della Regione, senza contare la possibilità di fare attività ispettiva con proprio personale.
Ma adesso c'è un problema da risolvere, tecnico fino a un certo punto. «Un problema che mi sta a cuore, che mi fa stare a disagio». Viene a galla martedì alla fine della lunga trattativa conclusa con la firma dell'accordo da parte delle sigle sindacali per la revoca del patto di stabilità e l'annullamento dello sciopero, sindacati tutti soddisfatti e reddito garantito. E adesso che ha portato a casa questo risultato, Morra annuncia che da oggi non farà più trattative separate: «Lo dico col cuore in mano, alla fine di questo braccio di ferro abbiamo trattato separatamente raggiungendo gli stessi obiettivi che si erano prefissi le diverse sigle sindacali. Adesso però ritengo che si debba superare questa fase e mi adopererò con i confederali perchè da questo momento in poi ci si possa sedere tutti insieme intorno allo stesso tavolo. E non è solo per risparmiare tempo ma perchè lavorare in questo modo non ha più senso».