AVEZZANO. Una mattinata da incubo per i pendolari avezzanesi. Un centinaio di persone, che aspettava la corsa Arpa diretta all'Aquila dalla fermata della pineta di Avezzano, sono andate incontro a una vera e propria beffa. È accaduto martedì. Per più di un'ora i pendolari si sono visti passare davanti gli autobus dell'azienda di trasporti, che invece di fermarsi facevano segno di aspettare il prossimo mezzo perché non c'era posto sul loro. «La scena si è ripetuta per ben tre volte», racconta Mirko Marchione, uno dei pendolari che ha aspettato, dalle 6.45 fino alle 7.40, la corsa per raggiungere il suo posto di lavoro. Per fermare il quarto autobus della sfortunata mattinata, i pendolari hanno dovuto invadere la strada e aspettare l'arrivo del 112. «I carabinieri sono arrivati tempestivamente e hanno compilato un verbale», prosegue il pendolare, «solo dopo il loro intervento gli autisti si sono convinti a far salire i viaggiatori rimasti. Cioè quelli che non avevano rinunciato a raggiungere L'Aquila o a viaggiare in auto».
La replica dell'Arpa è arrivata puntuale. «La causa del disservizio è l'agitazione sindacale sulle prestazioni straordinarie degli autisti», spiega l'azienda, «da lunedì non hanno assicurato un regolare svolgimento delle prestazioni». Dal sito dell'azienda, inoltre, si legge che proprio ieri i vertici Arpa e i sindacati hanno siglato un accordo, facendo rientrare lo sciopero. «Uno sciopero non può creare discriminazione. Se una corsa è garantita lo deve essere per tutti» lamentano però i pendolari. Dal canto proprio, l'Arpa chiarisce: «I servizi sono saltati a causa delle agitazioni dei dipendenti. Per l'azienda è stato impossibile gestire la situazione, e di questo ci scusiamo con i pendolari abruzzesi. Fortunatamente la sigla dell'accordo ha fatto rientrare l'allarme».