Oggi l'incontro tra il governatore e l'assessore da due giorni senza deleghe e senza indennità di funzione
L'AQUILA. Gianni Chiodi vuole gestire da solo, senza la "consulenza" dei vertici del Pdl, il caso Giuliante perché la questione «non è politica ma fiduciaria». E annuncia che oggi deciderà lui il destino dell'assessore al quale ha sospeso le deleghe all'urbanistica e alla protezione civile.
Decisione presa dopo essersi infuriato davanti all'affermazione «ciò che dispiace all'Aquila fa piacere a Teramo e a Chiodi», pronunciata da Giuliante lunedì scorso in una conferenza stampa sulla vicenda del trasferimento alla Asl di Teramo di docenti e ricercatori della facoltà di medicina dell'Università dell'Aquila. Sarà il faccia a faccia tra il governatore e l'assessore al chiuso di una stampa senza la presenza dei vertici del Pdl, finora mediatori, a stabilire se ci sono i presupposti per una ricucitura. Dopo i segnali distensivi di martedì, anche da parte di Chiodi che ha apprezzato la precisazione di Giuliante, l'uscita di ieri del governatore, apparso ancora irritato, fa capire che il confronto di oggi non sarà una passeggiata. «Su questa vicenda Giuliante che riguarda la Giunta e il rapporto fiduciario con un mio assessore» spiega Chiodi durante una pausa della conferenza Stato Regioni sul riparto del fondo sanitario «non c'entra niente il partito che, peraltro, ho informato della decisione, e che non può non avere preso atto del fatto che quella dichiarazione infondata e pretestuosa, ha danneggiato l'immagine del governo regionale e del suo presidente. Questa è l'unica valutazione rispetto al partito. Il significato principale non è politico ma fiduciario. Ma c'è anche una conseguenza di livello politico», continua il presidente. «Infatti, le dichiarazioni improvvide, ingiustificate e pretestuose hanno avuto l'effetto di mettere in difficoltà il governo regionale dando la stura alla strumentalizzazione delle opposizioni». Che succederà allora? «Deciderò io e basta dopo aver sentito Giuliante e valutato quello che mi ha detto», spiega con toni perentori il presidente che annuncia un pronunciamento in un senso o nell'altro già oggi. Le parole di Chiodi mirano a dimostrare che l'esito non è scontato: anche se in molti sono convinti che il presidente stia tenendo sulla corda Giuliante, eletto nel listino del presidente, non nuovo ad attacchi alla sua persona, ma che alla fine tra i due tornerà il sereno. Probabilmente, Chiodi chiederà a Giuliante una presa di posizione pubblica. Il presidente, ieri, ha anche ribadito che nel merito della vicenda convenzioni tra università dell'Aquile e Asl di Teramo «l'iniziativa è stata assunta nell'interesse dell'università dell'Aquila». E Giuliante? Neanche ieri l'assessore aquilano, nominato di recente dopo essere stato capogruppo del Pdl, ha parlato, apparendo però sereno. Giuliante ieri ha ricevuto il provvedimento di sospensione delle deleghe anche se già da martedì aveva chiesto ufficialmente la sospensione degli emolumenti per quanto riguarda le funzioni. L'assessore ha continuato il suo lavoro, pur non firmando provvedimenti.