L'amarezza per la rinuncia di Adriano Goio al ruolo di commissario per il porto non ha scalfito, al contrario ha riacceso le velleità degli operatori marittimi che sono tornati ad alzare la voce come e più di prima. Il taglio sulle risorse destinate al recupero e al rilancio dello scalo pescarese ha spinto Bruno Santori, e con lui Sabatino Di Properzio e Francesco Scordella, a chiedere che la Regione investa sul porto i dieci milioni stanziati per finanziare la legge regionale 34. «Chiediamo che l'intero capitolo di spesa di quella legge venga destinato a disposizione del commissario Goio per gli interventi di dragaggio e di modifica strutturale del porto di Pescara» hanno detto e scritto gli esponenti del Forum dell'Economia e dello Sviluppo per l'emergenza-porto. Santori e soci cercano una strada per dribblare gli ostacoli della burocrazia: Ministero, Provveditorato alle opere pubbliche e Protezione civile non vogliono Goio commissario? Allora si faccia in modo che il porto sia declassato e torni ad essere di livello regionale in modo che sia la Regione a predisporre il dragaggio. Sia Chiodi a nominare Goio e sia la Regione a finanziare l'escavo dei fondali e l'intervento di deviazione dell'imboccatura del canale, previsto dal piano regolatore portuale». Santori, Di Properzio e Scordella invocano una campagna di caratterizzazione, «nel rispetto di impegni presi un mese fa», un cronoprogramma preciso del dragaggio e indicazione della profondità dei fondali da ristabilire (anziché esprimersi in milioni di euro o in metri cubi) e chiedono infine di sapere «da chi e come saranno svolte le verifiche dei lavori dopo la spesa dei primi 500mila euro». Non mancano domande ai politici di Comune e Regione, messi sotto accusa dal gruppo consiliare del Pd alla luce del fallimento di strategie, di delibere e di annunci sull'emergenza.
Chi tutela gli interessi della città? chiedono Santori e gli altri del Forum. Chi tutela le centinaia di famiglie che stanno rischiando di rimanere senza lavoro? Chi verifica che le promesse fatte siano rispettate? Chi pagherà per la perdita d'immagine e per il danno economico che la città sta subendo? «La misura è colma» dicono e ripeteranno oggi al seminario su "Infrastrutture portuali e porto di Pescara" organizzato al Marina di Pescara dalla Camera di commercio. Con il presidente Daniele Becci, il sindaco Luigi Albore Mascia, Goio e Santori, ci saranno esperti di portualità quali il professor Paolo De Girolamo (Università dell'Aquila), l'ingegner Marco Di Stefano, i docenti Rosario Pavia, Raffaele Massacesi e Andrea Mammarella (Università d'Annunzio), Iolanda Conte (Uniontrasporti). Conclusioni affidate all'assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra.