Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.246



Data: 16/04/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Giuliante, attacco-bis al governo «Tremonti vuole le tasse per l'alluvione e il porto di Pescara»

Chiodi rinvia il chiarimento. L'assessore sfiduciato: la mia non è una critica al presidente

L'AQUILA. L'atteso chiarimento previsto per ieri tra il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l'assessore sfiduciato Gianfranco Giuliante è slittato ad oggi o a lunedì perché il governatore è stato impegnato fino a ieri sera nella maratona per il riparto del fondo sanitario nazionale a Roma. Ieri, il protagonista della giornata è stato, a sorpresa, proprio Giuliante, al quale il presidente Chiodi ha ritirato le deleghe all'urbanistica e alla protezione civile dopo essere andato su tutte le furie per la frase della discordia «Ciò che fa dispiacere all'Aquila fa piacere a Teramo e, quindi, a Chiodi», pronunciata in merito ad alcune convenzioni tra università dell'Aquila e Asl di Teramo.
L'assessore ha rilanciato l'allarme sul pericolo di aumento delle tasse in Abruzzo (Irap, Irpef ed accise sui carburanti), per reperire «i 100 milioni di euro necessari per i danni dell'alluvione nella provincia di Teramo e per il dragaggio del porto di Pescara». Giuliante, in una nota, ha attaccato di nuovo come 15 giorni fa il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, per la regionalizzazione della "tassa sulle disgrazie", a suo avviso anticostituzionale; una eventualità «che metterebbe in ginocchio una regione colpita dal terremoto, nella quale le aliquote sono già al massimo per il debito della sanità».
L'uscita di Giuliante non aiuta certo il chiarimento col governatore che non ha ancora sciolto il nodo sul ritiro della sospensione delle deleghe per il venir meno del rapporto fiduciario. Ma l'assessore ha chiarito che la nota non ha alla base nessuna volontà di polemica con il presidente e che l'iniziativa mediatica, presa come assessore e consigliere regionale, è stata «suggerita» dalla circolare del 31 marzo scorso con la quale «il Dipartimento di Protezione Civile chiede alla Regione Abruzzo di certificare l'avvenuto aumento delle tasse ed accise per poter procedere all'emanazione, di concerto con il Ministero dell'Economia, della relativa ordinanza per gli eventi alluvionali che hanno colpito il tramano». «Siamo convinti che questa soluzione (tassa sulle disgrazie) sia un danno enorme per tutte le regioni ma soprattutto per quelle a rischio», dice Giuliante. Il presidente, impegnato a Roma, non ha commentato: oggi si vedrà se il governatore considera opportuno l'intervento di Giuliante. «La sola applicazione per i primi due problemi post decreto (alluvione e dragaggio del porto di Pescara, per il quale c'è chi ipotizza la regionalizzazione delle spese), importerebbe», denuncia l'assessore, «la distrazione dal bilancio regionale di quasi 100 milioni di euro, frutto di una nuova tassazione a carico dei cittadini abruzzesi che andrebbe a sottrarre risorse importanti ad ipotesi di rilancio e di ripresa economica. Altro che patto per l'Abruzzo per la concreta soluzione dei problemi che gravano sulla regione».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it