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Pescara, 16/04/2026
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Data: 17/04/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi: toghe eversive. Pm associazione a delinquere «Serve una commissione d'inchiesta. Al voto per cambiare le regole»

ROMA - Contro i giudici che vogliono «farmi fuori», tuona Silvio Berlusconi, ci vuole una commissione d'inchiesta «per accertare se c'è una associazione a delinquere, a fini eversivi, nella magistratura». Difende il processo breve, spiegando che «il premier va tutelato». Lancia un ultimatum al Pdl, ci sono «inevitabili patologie» con dirigenti che «sgomitano». Per cui manda un messaggio preciso: può mandare a casa tutti, «spalancando le porte» ad altri che vogliono impegnarsi. Accarezza l'idea di tornare alle elezioni. Troppi ostacoli sul suo cammino: i pm «eversivi» che puntano a rovesciare la volontà popolare, la Consulta con «una maggioranza di giudici di sinistra» che è sottoposta «alle richieste dei pm di sinistra». Domanda, in tono retorico: «Ditemi, non vale la pena andare a votare? Vale la pena, perché cambieremo questa situazione». Tutto questo dopo che la mattina, con un messaggio scritto, era tornato ad attaccare la scuola pubblica, rivendicando i meriti del suo esecutivo: i genitori, aveva scritto il Cavaliere, possono scegliere liberamente «quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che, nella scuola pubblica, inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia».
Un Berlusconi a tutto campo, insomma, quello che infiamma la platea del Palazzo dei Congressi all'Eur, dove sono arrivati pullman e famiglie mobilitate dal ministro Vittoria Brambilla. In un tripudio di bandiere, di evviva ed applausi il premier riceve un abbraccio corale dai suoi elettori, come se i casi Ruby e varie escort fossero morti e sepolti, invenzioni fumettistiche di nemici lontani dalla realtà di questa sala. E a fine discorso c'è un vero assalto di folla al Cavaliere, verso il quale si protendono mani, la gente gli consegna bigliettini, perfino una carta bollata. Ad una mamma il premier afferra il figlio per prenderlo in braccio, mentre la genitrice, al telefonino, comunica radiosa l'evento a qualche parente.
Se la Brambilla vuole formare un network di assistenza ai nuclei familiari, il discorso di Berlusconi (un'ora e 10 minuti) non sfiora neppure l'argomento. E' di tutt'altro genere, un'arringa sui guai giudiziari, sull'opposizione che non fa il bene del Paese e sui magistrati eversori. Con una battuta su Napoli, che assicura tornerà al Pdl, scioglie il ghiaccio con la platea. «Vinceremo le prossime elezioni», promette. Poi attacca: la classe dirigente Pdl è intenta a «sgomitare», a chiudersi a riccio, ha paura di vedersi sfilare la poltrona. «L'Italia è un Paese difficile», rileva. Perché «l'opposizione che ha sposato, in passato, ideologie disumane e crimanali, ovvero il comunismo pur di far male a Silvio, rinuncia a fare il bene del Paese. Tocca i tasti dell'emozione Pdl. La magistratura «eversiva» tenta, «con un ribaltone per sovvertire il governo scelto dal popolo». Ci prova da 17 anni, «ma io sono ancora qui, mai condannato». Come ci provò con Bettino Craxi attraverso «accuse infondate», come ci provò con lui nel '94, ma le accuse sono sfumate in un'assoluzione. Anche il governo Prodi è caduto, secondo il premier, perché voleva riformare la magistratura.
Berlusconi è convinto che bisogna subito completare le riforme, a partire dalla giustizia, «possiamo farle senza Fini e Casini». Ma non solo: bisogna modificare anche «l'architettura istituzionale», perché il presidente del Consiglio non ha poteri mentre il Parlamento e il presidente della Repubblica hanno la parola finale sulle leggi. Se va avanti così, si duole, un premier è più impegnato ad occuparsi delle grane giudiziarie passate («non può essere distratto per delle bazzecole di 15 anni prima») che dell'attività di governo. Per questo difende il processo breve. Contro il quale si sono scagliati i soliti pm, diffondendo falsità sui dibattimenti della strage di Viareggio, del terremoto dell'Aquila, o dei casi Cirio e Parmalat. Insomma, «non possiamo continuare a permettere che la sovranità appartenga a Pm eversivi della sinistra». E davanti al suo pubblico, snocciola la storia degli attuali processi. «E' risibile» quello Mediaset, «eversivo» quello che coinvolge Mills (ma l'avvocato inglese è bollato come «sfigato»). Sul pm di Mediaset insinua: «Se sapeste che cose negative ci sono su di lui...». Ma non dice quali.
In tutto questo, la Consulta «da organo di garanzia è diventato organo politico sottoposto al volere dei pm di sinistra». Su 31 processi, in 26 è sempre stato assolto, garantisce. «Ai pm non interessa la mia condanna, a loro interessa gettare fango su di me». Lo considerano «un ostacolo da eliminare», «mi mancano altri 6 processi, arriverò a 120 anni e sono l'uomo più processato della storia, anche tra gli extraterrestri».


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