Le Ferrovie hanno bocciato il progetto di creare una stazione alternativa Ogni giorno 18 treni formano lunghe code
AVEZZANO. La sopraelevata non si può realizzare perché la Regione non ha i fondi per finanziare il progetto. L'idea, suggerita dal Comune, di costruire una piccola stazione alle porte della città per bloccare i treni da e per la Valle Roveto, è stata bocciata dalle Ferrovie, perché costerebbe troppo.
Conclusione: il passaggio a livello di via Roma non può essere eliminato. Almeno per il momento: fa dire il buon senso. Già, perché considerare chiusa la partita, sarebbe da irresponsabili. Se oggi, ogni volta che si abbassano le sbarre del passaggio, e ciò accade 18 volte al giorno, in via Roma, il traffico impazzisce, che cosa succederà tra dieci anni? Le file di auto arriverebbero a Cappelle. Il Comune sulla, purtroppo, si è mosso con fortissimo ritardo. Se l'avvesse affrontata per tempo, oggi non ci si troverebbe in questa situazione. Ma tant'è. L'importante è che ora persegua con convinzione l'obiettivo che si è prefissato. Sarebbe imperdonabile se di fronte all'insuccesso delle due succitate iniziative, anziché percorrere altre strade, lasciasse correre. L'assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Bianchini, dopo aver espresso rammarico per l'atteggiamento di chiusura delle Ferrovie alla proposta del Comune, che oltre a mettere a disposizione l'area per la stazione, avrebbe provveduto ad assicurare il trasporto in centro dei passeggeri, ha manifestato l'intenzione di chiedere l'aiuto del ministero delle Infrastrutture. Potrebbe essere una buona idea. Che aspetta allora il sindaco Floris, notoriamente amico di dirigenti nazionali del Pdl e di alcuni ministri, a chiedere un incontro urgente con Matteoli, col quale un tempo ha condiviso la militanza in Alleanza nazionale. Non incontrebbe alcuna difficoltà il primo cittadino a farsi ascoltare del ministro, al quale potrebbe prospettare una soluzione del problema, magari nel contesto della riorganizzazione del sistema viario della città che l'apertura dell'Interporto imporrà e che non potrà non coinvolgere le Ferrovie. Il collegamento della struttura con il nucleo industriale richiede la costruzione di una linea ferroviaria, che si congiunga con l'Avezzano-Sora, tagliando fuori la città. Così i passaggi a livello in centro sparirebbero. Il progetto potrebbe essere preso in seria considerazione dal ministro. E i fondi a quel punto si troverebbero. Il comandante del vigili urbani di Avezzano, Luca Montanari, racconta un episodio accaduto alcuni anni fa a Rimini, dove prestava servizio. Il centro della città, per la presenza della sede doganale, era paralizzato dal traffico. Con disagi enormi per la popolazione. Il Comune, visto che con le buone maniere non riusciva a cavare un ragno dal buco, intraprese una dura azione contro il Ministero. Non passava giorno che una delegazione, con in testa il sindaco, non andasse a protestare a Roma. Alla fine la sede doganale dovette sloggiare. Analoga determinazione i cittadini di Avezzano si aspetterebbero dai loro amministratori. È inconcepibile che una città che ha superato i 42mila abitanti, su cui ogni mattina si riversano migliaia di lavoratori e di studenti da tutta la Marsica, debba assistere impotente agli spaventosi ingorghi causati dalla presenza di ben tre passaggi a livello. Oltre a quello di via Roma, che è la principale strada di accesso alla città per gli automobilisti provenienti dalla Marsica occidentale, altri due interessano il popoloso quartiere di Borgo Angizia. La prospettiva, se il problema non verrà risolto, è quello di una città che traffico e smog renderanno sempre più invivibile. E di fronte a tale prospettiva, gli amministratori non possono fare la politica dello struzzo.