«Bersani non sa di cosa parla: la situazione non è gravissima, ma è sotto controllo». La replica di Alemanno a Bersani è arrivata puntuale ieri mattina. Pacata, senza alzare i toni che sull'argomento raggiungono facilmente decibel. Per il segretario del pd la crisi dell'azienda romana è «un caso nazionale» «da portare in Parlamento», specialmente dopo le dimissioni del presidente Legnani e dell'amministratore delegato Basile. Non la pensa così il sindaco di Roma che, anzi, assicura, «entro pochi giorni» sarà individuata la «nuova governance».
Intanto ieri mattina Alemanno ha incontrato l'ad uscente Maurizio Basile. L'incontro, dopo le telefonate a vuoto e gli screzi degli ultimi giorni, è stato cordiale. Ma è scontato. Il cambio della guardia riporterà l'azienda sotto il controllo diretto del Campidoglio anche se la «squadra» di Basile resterà in carica. A ottobre la scelta ricadde su Basile, che già svolgeva il ruolo di capo di gabinetto del sindaco. Ma perché possa avvenire tra una rosa più ampia e livello più alto dovrà essere rimosso l'ostacolo principale: il tetto agli emolumenti, tetto posto ora dalla Corte dei conti a quota 75 mila euro. La metà circa, cioè, di quanto percepisce un dirigente di fascia alta all'Atac dove si oscilla tra i 120 mila e i 200 mila euro. Già in settimana la giunta capitolina dovrà perfezionare la delibera che alzerà l'asticella delle retribuzioni. A quel punto (dopo Pasqua) si potrà scegliere il successore. Si opterà probabilmente per una soluzione esterna, valorizzando qualche risorsa interna, come ad esempio Antonio Cassano, direttore amministrativo. Con la delibera per il conferimento di Atac patrimonio ad Atac, già approvata in giunta, diventerà più importante il ruolo di Gioacchino Gabuti (che ha incontrato Alemanno). L'altro nome in rialzo è quello di Turicchi, attuale direttore esecutivo del dipartimento Bilancio in Campidoglio, nonché ex membro del cda Alitalia. Quotato anche Coletti, attuale vice presidente e già direttore operativo a Trambus. Nella sua segreteria lavora Giulia Pellegrino, la nota ex cubista. Ma questo è un altro discorso.