ALL'ATAC sono a rischio 10 mila posti di lavoro. A dirlo, attaccando duramente il sindaco Gianni Alemanno, è il partito democratico attraverso il suo segretario romano Marco Miccoli. «Alemanno - aggiunge - prova a minimizzare, ma a dire che l'azienda è "tecnicamente fallita" non siamo noi, bensì il dimissionario Ad Basile, che è stato anche Capo di gabinetto dello stesso sindaco. La situazione è drammatica, con il fallimento dell'azienda c'è un rischio di licenziamento per oltre 10mila lavoratori della società. Il vergognoso scandalo Parentopoli ha scassato i conti dell'Atac, ma Alemanno fa solo campagna elettorale e non vuole che si parli di tutto ciò». Il sindaco in mattinata, parlando al teatro Anfitrione a una manifestazione de Il Popolo di Roma, aveva risposto al segretario nazionale del Pd Bersani che, il giorno prima, aveva annunciato di voler portare la questione Atac in Parlamento: «Bersani - ha detto Alemanno - non sa di cosa parla. La situazione non è gravissima ma è sotto controllo. Dobbiamo creare la nuova governance. La delibera del conferimento del patrimonio di Atac è già stata approvata in giunta. Va approvato il piano industriale con la nuova governance». Miccoli in una nota gli ha risposto parlando dei 10 mila posti a rischio e ha aggiunto che «Bersani è stato costretto, su richiesta dei lavoratori dell'Atac». Anche Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, ha attaccato il sindaco: «La situazione dell'Atac è al collasso, sta portando gravissimi disagi agli utenti, con una riduzione del 20% delle corse, e con corse che saltano continuamente, come la Roma-Ostia, e con materiale rotabile assolutamente inadeguato».