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Pescara, 16/04/2026
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Data: 19/04/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Manifesti anti-pm, l'ira di Napolitano «Ignobile provocazione». Poi avverte: limite toccato, basta esasperazioni

ROMA. «Siamo al limite dell'esaperazione». Sui manifesti che equiparano i magistrati alle Br e sui continui attacchi di Berlusconi alle toghe, attacchi che avvelenano il clima pre-elettorale e rendono impossibile il confronto sulla giustizia, si abbatte l'ira di Napolitano. Preoccupato dai toni esasperati che portano allo scontro continuo maggioranza e opposizione, il presidente della Repubblica prende carta e penna e scrive al vicepresidente del Csm, Michele Vietti, per fargli sapere che il 9 maggio, giorno della Memoria istituito nel 2007 per ricordare le vittime del terrorismo, sarà dedicato al ricordo dei magistrati italiani uccisi dai terroristi. Nella lettera, Napolitano spiega che la decisione è «una risposta all'ignobile provocazione» del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano. «Quel manifesto» scrive il capo dello Stato «rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittima delle Br, magistrati e non».
In cima alle preoccupazioni del Quirinale non c'è soltanto il manifesto anti-giudici ma anche e soprattutto il clima di scontro che sta condizionando la campagna elettorale per le amministrative. «Nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull'amministrazione della giustizia, si sta toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui» ammonisce il capo dello Stato «il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti».
La lettera di Napolitano viene letta dall'opposizione come una risposta alle quotidiane invettive di Silvio Berlusconi. Dal Pdl, invece, si levano poche voci per dire che il richiamo del Colle non è diretto al Cavaliere ma a «tutti» i protagonisti della politica. Il primo a schierarsi con il Quirinale è Gianfranco Fini, che in mattinata riceve alla Camera una delegazione dell'Anm e nel pomeriggio, da Trieste, apprezza l'intervento a difesa dei giudici. «Il presidente della Repubblica» taglia corto Fini «ha interpretato ancora una volta il sentimento di tutti gli italiani». Un «ringraziamento» particolare arriva dal presidente dell'Anm, Luca Palamara, che si impegna ad evitare «contrapposizioni» con il premier e spiega che per i magistrati Napolitano costituisce «un punto di riferimento insostituibile nella sua funzione di garante degli equilibri costituzionali». «Le parole di Napolitano confermano la gravità degli attacchi» aggiunge il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini. Pd, Idv e Terzo Polo condividono l'allarme del Colle e spiegano che l'unica via per superare il conflitto istituzionale permanente porta alle elezioni anticipate.
La lettera di Napolitano parte al termine di una giornata convulsa, che si apre con l'incontro a Montecitorio tra Fini e i vertici dell'Anm. Al termine del faccia a faccia, durante il quale si sarebbe parlato anche delle elezioni amministrative di Milano, il presidente della Camera si schiera senza tentennamenti al fianco delle toghe: «Nell'architettura costituzionale voluta dai padri costituenti, la magistratura rappresenta il vero pilastro a salvaguardia dei principi di legalità a difesa di tutti i cittadini».

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