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Pescara, 16/04/2026
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Data: 20/04/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Nuova gara d'appalto l'Atac risparmia 7 milioni

L'acquisto era stato sospeso all'ultimo momento per le obiezioni sollevate dal collegio dei sindaci: una commessa da 13 milioni e 500 mila euro (più Iva) per i dischi-freno dei treni della metropolitana B. A fornirli ad Atac SpA sarebbe stata la società ATS srl. Per l'esattezza fu il presidente del collegio dei sindaci Massimo Tizzon, ora dimissionario, a creare il «caso». E fece bene. Perché ora che la vicenda si è conclusa, l'Atac - che non naviga certo nell'oro - ha potuto risparmiare circa 7 milioni e 175 mila euro acquistando 2000 dischi-freno per un costo complessivo di 6 milioni e 325 mila euro (più Iva). Meno della metà del prezzo iniziale.
I termini della transazione sono stati resi noti durante l'ultima riunione del Cda, la stessa in cui hanno presentato le dimissioni il presidente Legnani e l'ad Basile.
La questione dei dischi-freno venne a galla grazie all'interrogazione presentata dal consigliere del Pd Valeriani. Voleva vederci chiaro. Il primo impegno fu assunto dalla ex Metro SpA il 31 dicembre del 2009, in pratica il giorno di San Silvestro, poco prima di stappare lo champagne. L società fornitrice venne indicata come «unico operatore economico finora conosciuto sul mercato e «attuale fornitore esclusivista». Si scoprì invece che sul mercato erano presenti altri operatori .
Ogni disco freno sarebbe costato ben 6.752 euro. Dall'indagine successiva, risultò che l'azienda prescelta per la fornitura non era il produttore primario bensì una società di commercio all'ingrosso che si serviva a sua volta di un intermediario per importare i ricambi dalla Slovenia. Da qui la decisione, il 10 settembre del 2010, di sospendere le procedure di gara.
La vicenda dei dischi-freno «fuori mercato» è una delle tante anomalie sottoposte alle verifiche di questi giorni. Un controllo sugli appalti degli ultimi anni che potrebbe riservare altre sorprese.
Della crisi dell'Atac si parlerà in una seduta straordinaria dell'Assemblea capitolina, come ha annunciato ieri il capogruppo Pdl Gramazio. Mentre nel Pd qualcuno, l'assessore provinciale Serena Visentin, dice «no» a «inciuci» per «trattare posti di comando». Il presidente Zingaretti prende le distanze intanto dalla lettera aperta scritta da esponenti del suo partito facendo precisare che «non è stata concordata». Insomma c'è maretta anche nell'opposizione, e salgono le quotazioni di Antonio Cassano sponsorizzato dal Pd Umberto Marroni ma anche dall'attuale ad di Atac Patrimonio Gabbuti per ricoprire il ruolo di direttore generale. Con la benedizione del sindaco Alemanno.

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