MILANO. Braccata. Nicole Minetti, consigliere regionale del PdL, è fuggita a Roma. Chi attendeva l'ex igienista dentale del Premier nel palazzo della Regione Lombardia ha scoperto che la signora, che secondo alcune testimoni ballava nuda alle feste di Arcore, aveva chiesto un permesso per motivi di famiglia. Sarà perché le dodici pagine, presentate in Procura dall'avvocato Daria Pesce, hanno avuto un effetto deflagrante - a pochi giorni dalla richiesta di rinvio a giudizio - sugli altri indagati, il direttore del Tg4 Emilio Fede e l'agente Lele Mora, che dividono con lei l'inchiesta bis sul Rubygate.
Ieri pomeriggio, giunta in un albergo proprio di fronte a Montecitorio, la Minetti si è concessa una passaggiata per le vie intorno al Pantheon e un gelato. Non è però passata inosservata e alcuni giovani, dopo averla riconosciuta, l'hanno insultata. La consigliera regionale non è però apparsa dare grande importanza all'accaduto.
La Minetti, che in un interrogatorio davanti ai pm di Milano ha confessato il suo legame sentimentale con Silvio Berlusconi, nella memoria difensiva sottolinea di essersi interessata «della vita della giovane marocchina solo dal maggio 2010 successivamente all'affidamento temporaneo» dopo il pasticcio di via Fatebenefratelli sede della Questura di Milano. Quella notte, tra il 26 e il 27 maggio dello scorso anno, Berlusconi telefonò perché la ragazzina, all'epoca diciassettenne, fosse liberata e affidata proprio alla Minetti. Invece Karima fu consegnata a Michelle, una prostituta brasiliana.
Nella memoria la Minetti sostiene in sostanza che è stato Fede a portare Ruby ad Arcore e che «in nessun documento, testimonianza, intercettazione ambientale e/o telefonica depositata agli atti dimostra che la Signora Minetti ha concesso abitazioni in comodato d'uso e/o consegnato denaro alla minore per favorire - si legge nella memoria - la sua asserita attività di prostituzione». Insomma Minetti respinge l'idea di essere considerata una maitresse. Tutto a pochi giorni della richiesta di processo. Il 3 maggio, salvo nuovi depositi di atti o imprevisti, la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei tre verrà trasmessa all'ufficio del giudice delle indagini preliminari. Del fascicolo si occuperà ancora una donna, Maria Grazia Domanico, ex giudice del Tribunale minorile. Dovrà valutare se Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora dovranno rispondere di induzione e favoreggiamento della prostituzione di ragazze maggiorenni e anche della minorenne Karima El Mahroug, che ha annunciato che testimone delle sue nozze sarà proprio Lele Mora. Gli inquirenti avrebbero intenzione di depositare alle difese dei tre anche le trascrizioni delle quattro intercettazioni indirette di Silvio Berlusconi in cui proprio Minetti e Berlusconi discutono di Ruby e di quanti guai potrebbe portare alle loro vite.