AVEZZANO. Tombini senza grata, scale rotte, scritte e disegni in ogni angolo di parete. Così si presenta ai pendolari il sottopassaggio della stazione. Ma è solo una parte del segno dell'incuria in cui versa tutta la zona, che da via Don Minzoni arriva a piazzale Kennedy, dove svetta il palazzo nuovo di zecca della galleria commerciale «JFK».
Un degrado che avanza ogni giorno di più in quello che dovrebbe essere il biglietto da visita della città: la stazione ferroviaria. Non sarà quella di Firenze o di Bologna, ma comunque vi passano ogni giorno centinaia di pendolari che utilizzano la tratta Roma-Pescara e Avezzano-Roccasecca e studenti, costretti a camminare - quando non ne sono responsabili - fra muri imbrattati, mozziconi di sigarette, strani liquidi color arancione versati a terra, secchi per l'immondizia divelti, luci del passaggio pedonale che funzionano a intermittenza, laddove non sono state definitivamente infrante da una sassata. Nei pochi metri del sottopassaggio che da piazzale Kennedy portano a piazza Matteotti, non c'è un angolo delle pareti libero da scritte e disegni. Non ci sono cartacce o rifiuti: la pulizia da questo punto di vista funziona. Ma la pulizia non basta a fermare il degrado. I vandali non risparmiano nemmeno gli angoli più nascosti, come la prima rientranza che s'incontra scendendo le scale dal piazzale, a sinistra: Angelo, Valentino, Emi e Gemè lasciano la loro firma enorme e senza senso. All'ingresso del sottopassaggio, adagiato a terra e in bella vista, ecco il traliccio per l'alta corrente abbandonato da tempo. I lunghi bracci del traliccio costituiscono un pericolo per gli studenti che s'infilano dietro al traliccio stesso, per chiacchierare o fumare una sigaretta in attesa di prendere il pullman. E poi, l'odore acre e inconfondibile di sporcizia lasciata lì da chi la stazione la vive soprattutto di notte: i «senzatetto» che di giorno si spostano piuttosto a piazzale Kennedy e nell'area circostante a consumare i loro magri pasti. Di fronte al parcheggio dell'Arpa c'è uno scivolo chiuso da un cancello che porta a un misterioso edificio interrato: lì si annidano sacchetti d'immondizia e rifiuti di ogni tipo. Di chi è quello stabile? Chi dovrebbe pulirlo? La risposta al vento. Ma la stazione non è nemmeno per disabili. La stazione di Avezzano non è attrezzata con scivoli o ascensori per chi si muove in carrozzella, oppure per anziani con difficoltà a camminare. Eppure il sottopassaggio sarebbe un facile collegamento dal centro città a Borgo Pineta: uno dei quartieri più popolati da persone anziane.
Dietro la stazione c'è poi una strada che fiancheggia per alcuni chilometri i binari. È uno dei percorsi preferiti dagli sportivi che ci vanno a correre e che arrivano dalla vicina pineta: un percorso a ostacoli fra bottiglie, buste d'immondizia e scatoloni abbandonati.