«Caro Gianfranco, ti ringrazio per la bella lettera che mi hai indirizzato, soprattutto, per i suoi contenuti e le sue suggestioni. Con la citazione delle "Memorie di Adriano" della Yourcenar al convegno che abbiamo tenuto venerdì con Edi Rama, sindaco di Tirana, avresti richiamato l'attenzione di noi tutti su un concetto fondamentale: chi amministra il potere in qualche modo deve sentirsi responsabile della bellezza del mondo...». L'aveva detto e l'ha fatto. Luciano D'Alfonso ha voluto rispondere con garbo alla lettera con cui l'assessore regionale Gianfranco Giuliante l'aveva ringraziato per l'invito al convegno sulla democrazia a colori. Un gesto gentile, quello di D'Alfonso, ma anche ennesima strizzatina d'occhio a un centrodestra che sta al gioco delle parti in fatto di corteggiamento. Guai però a parlare di flirt, «posso assicurare che, nonostante le lusinghe che gli piovono addosso da tutte le parti, Luciano D'Alfonso non abbandonerà mai il partito in cui milita» s'è affrettato a ribadire Enzo Del Vecchio, vicecapogruppo Pd in consiglio comunale, come già avevano fatto ieri il segretario regionale Silvio Paolucci ed il capogruppo comunale Moreno Di Pietrantonio. Nel dibattito s'inserisce anche il segretario cittadino Stefano Casciano, convinto che «il ritorno di D'Alfonso e i suoi rapporti con alcuni esponenti del centrodestra - dice Casciano - sono stati letti come un allarme solo dal sindaco di Pescara, il cui operato, da due anni, è condizionato dal fantasma del suo predecessore». Non ha dubbi sul fatto che D'Alfonso appartenga al centrosinistra anche Antonio Di Marco, sindaco di Abbateggio e segretario aggiunto del Pd: «Da trent'anni Luciano intrattiene rapporti con esponenti economici e politici di mondi diversi dal suo, ma questo non ha mai recato imbarazzo al Pd, anzi: siamo convinti - conclude Di marco - che proprio questa sua capacità di dialogo gli abbia permesso di prendere decisioni importanti e strategiche per il nostro territorio».