MILANO. E' apparsa soddisfatta e sollevata Letizia Moratti per come si sta concludendo il caso di Roberto Lassini, l'autore dei manifesti anti pm, intenzionato ad "autoescludersi" dalla lista del Pdl alle prossime comunali. «Ha vinto la buona politica, ha vinto il buon senso» ha commentato il sindaco. Non si è dilungata nei tecnicismi delle normative: a quanto pare infatti il regolamento elettorale non prevede la possibilità di autoescludersi. Quello che l'avvocato Lassini potrà fare, e che ha già assicurato al coordinatore Mantovani che farà, sarà di dimettersi in caso di elezione. «Era un gesto che non doveva essere fatto - ha aggiunto la Moratti riferendosi ai manifesti - un gesto ignobile contro un'istituzione che negli anni del terrorismo ha pagato uno scotto profondo con le vittime colpite proprio dalle Brigate Rosse. Non era un gesto che potevamo tollerare e accettare».
Ma a far capire che la questione è tutt'altro che risolta, ci ha pensato ieri Daniela Santanché, da tempo in una sintonia particolare con Berlusconi. «La Moratti ha sbagliato - ha detto infatti il sottosegretario - è sbagliato fare diktat, fare ricatti». Non solo: «Lassini lo voterei - ha aggiunto la Santanché - perché sono contro l'ingiustizia, perché sono stufa di questi magistrati, pubblici ministeri, procure. Secondo me prenderà tantissime preferenze perché sono molte le persone incavolate con le procure».
Parole allarmanti, specie considerando che Lassini, ha rinunciato alla sua campagna elettorale, ma la sua organizzazione, l'Associazione dalla parte della Democrazia, che firmava i poster finiti al centro della bufera, ha iniziato a strutturarsi sul territorio. Nei prossimi giorni costituirà i propri organi direttivi e ai vertici del gruppo approderà Tiziana Maiolo, forzista della prima ora, tornata nell'alveo berlusconiano dopo una brevissima stagione in Futuro e Libertà.
La procura di Milano dovrebbe invece inoltrare la prossima settimana la richiesta per ottenere l'autorizzazione a procedere nei confronti dei tre indagati per vilipendio all'ordine giudiziario. A cominciare proprio da Roberto Lassini e Giacomo Di Capua, responsabile della segreteria del sottosegretario e coordinatore lombardo del Pdl, Mario Mantovani. Proprio colui che ieri ha assicurato: il Pdl non c'entra in questa storia.