Con la tassa-soft sul lavoro domenicale e straordinari, una commessa-tipo potrà avere una busta paga rimpolpata anche di 780 euro l'anno. Cpme dire, ferie pagate. Così pure gli addetti del turismo in Abruzzo: l'accordo sulla detassazione per gli extra dei lavoratori del commercio e del turismo è stato siglato ieri mattina dai vertici regionali di Confesercenti e sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil. Un'intesa provinciale è stata firmata nel pomeriggio anche in Confcommercio. L'operazione, che rende operative le indicazioni dell'Agenzia delle entrate e del ministero dell'economia, preannuncia di restituire un po' di ossigeno a lavoratori e famiglie, tirando in su il potere d'acquisto. La leva è quella fiscale, e potrà riguardare i 100mila addetti delle 40mila imprese che operano nel terziario in Abruzzo. La detassazione, ovvero tassa agevolata del 10%, potrà essere applicata sui premi di produttività e straordinari, indennità di turni, lavoro notturno, festivo e domeniche, dei lavoratori dipendenti. Esclusi i contratti cococo e a progetto.
Nell'emporio d'Abruzzo, i benefici li sentiranno certo i lavoratori della domenica, nella regione dove si continua a discutere sul numero di aperture festive di negozi e centri commerciali. «La tassazione agevolata è applicabile entro il limite di 6mila euro lordi e su redditi non superiori a 40mila euro l'anno - premette Sonia Di Naccio, Confesercenti -: un addetto alle vendite di quarto livello, tassazione media del 23%, con l'agevolazione avrebbe in tasca 780 euro in più l'anno, 56 euro al mese per il commercio, 60 per il turismo». L'intesa, che riguarda tutte imprese abruzzesi che applicano contratti Confesercenti, è stata siglata da Beniamino Orfanelli e Enzo Giammarino, Confesercenti Abruzzo; Luca Ondifero, Filcams Cgil; Leonardo Piccinno, Fisascat Cisl; Mario Miccoli, Uiltucs Uil. Ma, oltre a restituire ossigeno alle famiglie, tirando in su il potere d'acquisto l'operazione potrebbe tornare a far girare la ruota dei consumi, e quindi le imprese, in un settore sotto stress: dai dati Abruzzo Lavoro, la cassa integrazione in deroga nei primi due mesi di quest'anno è aumentata nel commercio del 19,4% rispetto al 2010.
«Fino a pochi anni fa il commercio era la valvola di sfogo dei fuoriusciti per le crisi in altri settori -dice Piccinno, Fisascat Cisl -, negli ultimi due anni non è più così, causa la crisi dei consumi». «La detassazione è uno degli strumenti per restituire reddito ai lavoratori», dice Miccoli, Uiltucs. «Avere qualcosa in più in busta paga significa aumentare il potere d'acquisto e alimetnare i consumi», commenta Orfanelli, Confesercenti. Questo sul commercio e turismo ha certo un grande impatto, vista la larga platea di lavoratori coinvolti. Altre intese sulla detassazione degli extra sarebbero state siglate anche per altre categorie, su basi provinciale o aziendale, con Confindustria, Confapi, Ance. «E' un primo segnale, ma va rivisto tutto il sistema fiscale, detassando in modo strutturale il lavoro dipendente a scapito delle grandi rendite», dice Ondifero, Filcams Cgil. Anche sul tavolo provinciale Confcommercio, siglati ieri con i sindacati due specifici accordi sulla tassazione agevolata per i dipendenti dei settori commercio e turismo: il primo sottoscritto da Confcommercio; l'altro da Federalberghi, Fipe, Fiavet e Faita.