Il consigliere Del Vecchio «Non ci sono idee, tra due mesi sarà ancora emergenza fondali»
PESCARA. «Non si può pensare di spendere ogni anno una marea di soldi che lo stato non ha e che non in grado di spendere per fare la manutenzione. C'è bisogno di fare interventi strutturali che richiedono 19-20 milioni di euro».
Il presidente Gianni Chiodi parla anche del dragaggio a margine della conferenza per la sottoscrizione dell'accordo di programma Abruzzo 2015. I lavori riprenderanno il 27 ma, intanto, il presidente chiarisce: «La Regione ha fatto più di quello che avrebbe dovuto fare per il problema del porto, perché ha messo a disposizione anche 2 milioni e mezzo di euro per cercare di affrontare la prima fase. Quello di Pescara, è un porto nazionale e quindi la manutenzione è a carico dello stato. Negli anni passati questa manutenzione è stata molto carente e, come sempre accade quando la manutenzione per anni è carente, poi i problemi esplodono».
Per il presidente della Regione, quindi, lo stato deve mettere a disposizione circa 19-20 milioni di euro «per interventi strutturali, affinché ogni anno possa essere garantita quella manutenzione indispensabile da fare».
Intanto, è in programma proprio mercoledì 27 l'incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per parlare del porto inagibile di Pescara. La marineria vive da tempo una situazione drammatica perché nel porto non si riesce più a navigare. Intanto mercoledì, invece, si è tenuto il primo tavolo in prefettura per vigilare sulla ripresa dei lavori del dragaggio. «Ma anche anche l'ultimo incontro promosso dal prefetto», dice il consigliere Pd Enzo Del Vecchio, «si è concluso con un tutti contro tutti e senza nessuna proposta, un' idea che dettasse una linea da seguire per cavare dal buco nero il porto». Il tavolo, a cui hanno partecipato il prefetto Vincenzo D'Antuono, il sindaco Luigi Albore Mascia, il questore Paolo Passamonti, il presidente della Camera di commercio Daniele Becci e il provveditorato alle opere pubbliche, si riunirà l'11 maggio ma per Del Vecchio è inutile.
«E' tutto uno sproloquiare per cercare di dirimere le competenze e i ruoli di un "appalto" di 2 milioni di euro per rimuovere l'irrisoria cifra di circa 17 mila metri cubi: un'inezia rispetto alle altre centinaia di migliaia di metri cubi di fanghi che hanno completamente immobilizzato le strutture portuali di Pescara».
«Ma è possibile che nessuno di questi amministratori si sia posto la domanda di cosa accadrà fra due mesi», si chiede Del Vecchio. «Quando questa sciocchezza chiamata dragaggio sarà terminata, ci si accorgerà che i risultati saranno praticamente nulli». Il dragaggio, adesso, come ha assicurato la ditta Nicolaj, ripartirà il 27 e dovrà essere portato a termine entro il 30 giugno. A monitorare sul lavoro, sarà il tavolo permanente che si riunirà Ogni quindici o venti giorni, a partire dall'11 maggio. «Bisogna uscire dall'emergenza e pensare all'approvazione del Piano regolatore portuale», conclude Enzo Del Vecchio, «e quindi all'eliminazione alla fonte della causa maggiore dell'insabbiamento del porto. Buoni propositi ma che non aggiungono nulla di più allo stato attuale. Assoluta mancanza di idee e di proposte efficaci alimentano iniziative che hanno il solito merito di sperperare una preziosissima risorsa economica».