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Pescara, 16/04/2026
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22/04/2011
Il Messaggero
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Feste & fiere, stesso viaggio costo più alto. E Castellucci (Cgil) ribatte a Castiglione: «Abruzzo in crisi, l'occupazione scenderà del 10,6%»
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PESCARA - La hostess si avvicina all'uomo sul sedile davanti, «ma quello lì è Gianni Chiodi, il presidente della Regione Abruzzo?». Sì proprio lui. «E viaggia in classe economica?». Sì viaggia in classe economica il governatore per andare a Tunisi, l'hostess è abruzzese e lo riconosce perchè lo ha visto cento volte in foto. Lui sì, i suoi assessori no. Non si spiega altrimenti come mai il programma feste & fiere, approvato dalla giunta regionale il 28 marzo scorso costa un milione e duecentomila euro, molto ma molto di più dello scorso anno. Possibile che il costo della vita o i biglietti aerei o gli alberghi e i ristoranti in 12 mesi per la folta delegazione regionale pronta con la valigia siano aumentati così tanto? Proprio no. Un esempio: la fiera di San Francisco da 71 mila euro a 77, quella di Berlino da 95 mila euro a 120 mila, Norimberga da 110 a 120 mila; Dusseldorf da 71 a 80 mila, Las Vegas da 18 a 20 mila il contributo regionale e da 54 a 60 mila il costo totale. Previsto, naturalmente. Perchè poi si sfora che è una bellezza spiegano i contabili della Regione, e il piè di lista consente a ogni partecipante al viaggio di ottenere i rimborsi per tutte le spese sostenute, a dispetto degli stanziamenti. Feste & fiere a piacimento per gli assessori all'Agricoltura Mauro Febbo e quello allo Sviluppo economico Alfredo Castiglione, si tira indietro invece Mauro Di Dalmazio assessore al Turismo che a gennaio scorso ha cancellato con un bel colpo di spugna la Bit perchè costa troppo e la Regione deve risparmiare. Ma mentre lui risparmia, gli altri spendono. Senza una valutazione dei ritorni economici, e senza una strategia coerente: che senso ha risparmiare alla fiera di Milano e spendere e spandere intorno al mondo? Ma Castiglione non ci sta, l'Abruzzo è in ripresa economica grazie al programma di internazionalizzazione delle imprese ha detto l'altro ieri, cioè grazie alle fiere in giro per il mondo: export più 18,8%, fatturato più 10,6 e via risalendo. Ma siamo matti, dice Paolo Castellucci numero uno della Cgil di Pescara, quella è una favola. «Noi ci basiamo su dati Istat e Cresa calcolati su un campione di aziende abruzzesi e per quanto riguarda l'ultimo quadrimestre del 2010, l'occupazione che è il dato maggiormente indicativo per testare la situazione economica di una regione, è scesa a Pescara dell'1,6% e scenderà nei prossimi sei mesi in Abruzzo del 10,3%. Per dirla tutta, a Pescara scenderà dell'8,5%, all'Aquila del 12,6, a Teramo del 16,8 a Chieti del 3,3». Sì va bene gli ordinativi esterni hannno fatto registrare in Abruzzo un incremento del 2,7% ma soltanto nel settore dei trasporti e della chimica-farmaceutica, spiega Castellucci, «tutto il resto è col segno meno». Quindi se una ripresa c'è riguarda le grandi imprese come la Sevel ma la stragrande maggioranza delle aziende abruzzesi che sono le piccole imprese, hanno il fiato corto. E parliamo di quelle che hanno tra i 10 e i 49 addetti e nessuna tutela: per loro il calo degli ordinativi è dell'1,7% mentre l'occupazione è in calo del 13,4%. «Vogliamo parlare della cassa integrazione? A Pescara si è registrato un incremento del 266%, perchè le nostre imprese non hanno ammortizzatori sociali e quindi vivono condizioni di crisi molto forti». Un altro dato allarmante fornisce Castellucci, quello dei centri per l'impiego: «In un anno, dal 2009 al 2010 il numero degli iscritti a Pescara è cresciuto da 39.000 a 45 mila e l'incremento che si registra è proprio nella fascia tra i 50 e i 60 anni: significa che è gente che ha perso il lavoro e non ha i requisiti per andare in pensione. Destinata quindi a finire nella fascia di povertà». Altro che ripresa: feste e fiere sì, ma solo per gli assessori regionali.
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