ROMA. Nuovo duro scontro tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Il supeministro dell'Economia durante un vertice a palazzo Chigi durato due ore minaccia le dimissioni dopo le bordate di Giancarlo Galan seguite da quelle di Claudio Scajola e del popolo Pdl. Ma il premier lo convince a restare.
«Con Tremonti si perdono le elezioni per questo chiedo a Berlusconi di dare una scossa». Il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan apre il fuoco contro il titolare dei Tesoro dalla prima pagina del quotidiano di famiglia dei Berlusconi, «Il Giornale». «Tremonti è un socialista che ritocca tutti i provvedimenti. Fra due anni non possiamo fare campagna elettorale con l'argomento dello spettro di crisi e tagli che si aggira per l'Europa». Galan non è tenero neanche con il partito. Dobbiamo «rivoluzionare dalle fondamenta un Pdl nel quale è ormai molto difficile riconoscersi, ci siamo ridotti a prendere ordini da politici di professione come Ignazio La Russa e Fabrizio Cicchitto». L'affondo di Galan non è isolato. Contro il ministro che non vuole aprire i cordoni della borsa tuona anche Claudio Scajola e il popolo del Pdl che intasa il sito web chiedendo al premier di tagliare le tasse pena non essere più votato.
L'attacco è vigoroso, tanto da spingere il premier a difendere pubblicamente il ministro. «Sostengo Tremonti, grazie a lui l'Italia ha garantito la tenuta del bilancio dello Stato e con questo la sicurezza del risparmio e della coesione sociale. E' una linea che deve essere mantenuta in un contesto di permanenti turbolenze finanziare nel mondo», recita la nota diffusa da palazzo Chigi.
Parole chiare ma non sufficienti a placare l'ira del superministro dell'Economia che nel tardo pomeriggio va a palazzo Grazioli per incontrare il premier. Un incontro duro, durante il quale Tremonti ha messo sul tavolo le dimissioni. Soprattutto per respingere per l'ennesima volta la richiesta del capo del Pdl di allentare la stretta e consentirgli di accontentare pezzi della sua maggioranza.
«Il centrodestra è in confusione e la maggioranza e il governo non sono in condizione di dare barra al Paese, siamo nella condizione in cui il consiglio dei ministri non decide nulla», dice Pier Luigi Bersani. Per Pier Ferdinando Casini la lite è «la punta dell'iceberg di una rissiossisità interna alla maggioranza che la distribuzione di posti non placherà».
Duro botta e risposta tra il leghista Francesco Speroni e Stefania Craxi». «I socialisti hanno fatto il debito pubblico e Craxi è stato il più grande mascalzone sia perchè ladro personalmente sia perchè dissestatore di conti», dice Speroni. «Speroni si è rifatto vivo sulla scena politica con una dichiarazione contro i socialisti e contro Craxi che da sola dimostra la sua ignoranza della politica e della storia e delle vicende che hanno fatto l'Italia», la replica della parlamentare Pdl.