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Pescara, 16/04/2026
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Data: 24/04/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Negozi aperti, sindacati divisi. No della Camusso (Cgil). Bonanni (Cisl): «Decidano i territori»

A Roma concessa la deroga per la beatificazione di Wojtyla Polemiche anche a Milano

ROMA. C'è chi innalza il vessillo del «Primo maggio festa dei lavoratori senza se e senza ma». E chi, più laicamente, concede la facoltà dello strappo alla regola. Ovvero la possibilità (non certo l'obbligo) di «santificare» la festa dei lavoratori lavorando. Sulla prima barricata ci sono Susanna Camusso e la sua Cgil; dall'altra parte si contrappongono in particolare la Cisl e il sindaco di Firenze Matteo Renzi.
Tutto è cominciato proprio nel capoluogo toscano. «Migliaia di persone che arrivano a Firenze non possono avere una città chiusa perchè nessuno può aprire» aveva sottolineato il primo cittadino, consentendo l'apertura dei negozi in centro nel giorno della Festa dei lavoratori. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno risposto con lo sciopero degli addetti al commercio.
«Siamo agli scioperi ad personam - ha ribattuto Renzi - I negozi saranno aperti a Siena, in Versilia e in tante altre città della regione. A Firenze c'è lo sciopero. Avevamo proposto di far lavorare gli interinali, così da far diventare il Primo maggio un giorno di lavoro per chi lavoro non ce l'ha: i sindacati si sono messi di traverso».
Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, l'idea di Renzi non è altro che «provocazione e ricerca della visibilità». Il suo omologo in Cisl sposa l'approccio federalista. «È giusto che decidano i territori insieme ai sindacati e alle imprese» ha detto Raffaele Bonanni invitando a non rincorrere il primo maggio «come un pallone mediatico».
Invito subito raccolto dall'Anci, l'associazione dei Comuni italiani. In settimana, probabilmente giovedì o venerdì, sarà indetta una riunione con i sindacati e le associazioni di categoria. «Vanno rispettate le diverse esigenze di ogni città sul tema e non bisogna strozzare le peculiarità che esistono sul territorio» commenta Mauro D'Attis, delegato alle Attività produttive dell'Anci.
A Roma la festività dei lavoratori coincide con la beatificazione di papa Wojtyla. Un'ordinanza del Campidoglio permetterà ai negozi situati nel centro storico e nelle immediate vicinanze delle basiliche di San Pietro, San Giovanni e San Paolo di aprire. La Confcommercio della Capitale ha fatto stampare un migliaio di locandine con l'immagine del pontefice e la scritta «La Confcommercio di Roma partecipa alla gioia della Chiesa universale». E spalanca le porte dei propri esercizi commerciali alle centinaia di migliaia di pellegrini che si apprestano a invadere la Città eterna.
Aperti anche molti farmer market degli agricoltori di Campagna Amica, iniziativa della Coldiretti che punta «a far gustare le specialità del posto al giusto prezzo».
A Milano la «Lista civica per Pisapia» polemizza contro la decisione dell'assessore comunale al Commercio Giovanni Terzi di firmare la deroga che consente ai negozi di restare aperti il primo maggio. «Con questa decisione Terzi conferma l'atteggiamento di sordità della giunta milanese nei confronti del mondo del lavoro» commenta Mattia Granata, candidato nella Lista civica per Pisapia. Infine anche a Torino sarà facolta dei commercianti decidere se tenere aperto o meno.

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