PESCARA. La Provincia di Pescara vuole uscire da otto società e consorzi, a cominciare dall'Arpa, dal mercato agroalimentare Valle della Pescara di Cepagatti e dall'Autoparco Montesilvano srl. Stop alle partecipazioni inutili per fare cassa ed evitare sprechi con gestioni in rosso. La Provincia vuole sbarazzarsi anche del consorzio universitario Val Pescara che, in base all'ultimo bilancio, è in perdita di 26 mila euro. Tra le partecipazioni da conservare c'è, invece, il consorzio per la Tutela del Moscatello di Castiglione a Casauria con un consiglio direttivo di 13 persone.
Alla base della decisione di dismettere le società considerate non più strategiche c'è un documento di 346 pagine stilato dai dirigenti della Provincia: è il rapporto sullo stato delle partecipazioni a dire che la Provincia fa parte di 16 tra società e consorzi e di 16 fondazioni e associazioni. «Ma nella maggioranza dei casi», spiega il presidente Guerino Testa, «si tratta di partecipazioni minime e così la Provincia non ha capacità di influire sulle strategie societarie. Così, il ruolo della Provincia è inutile. La Provincia», continua Testa, «intende applicare la legge del rigore con i fatti e non a parole: dopo il taglio alle spese del personale e la razionalizzazione del patrimonio, è necessario mettere ordine nelle partecipazioni».
L'ARPA. La Provincia vuole dismettere le sue 600 azioni della società di trasporto pubblico Arpa (0,35 per cento): dalla cessione delle quote, la Provincia conta di incassare 31.200 euro. Un'altra società da dismettere è il mercato agroalimentare Valle della Pescara di Cepagatti: «La Provincia di Pescara nel corso degli anni», così spiega il rapporto, «ha sottoscritto e versato un capitale che ammonta a 930.750 euro, pari al 3,81 per cento».
NO ALL'AUTOPARCO. La Provincia vuole uscire anche dalla società Autoparco Montesilvano srl: una compagine nata nel 2003, per costruire e gestire «impianti per il ricovero, parcheggio e sosta di automezzi per il trasporto», mettendo insieme 24 privati, Provincia, Comune di Montesilvano e Cna. La Provincia detiene uno 0,96 per cento pari a 500 euro di capitale versato. Ma, spiega il rapporto, «l'impresa risulta ancora inattiva».
CONSORZI IN ROSSO. Nel piano c'è anche l'uscita dal consorzio per lo sviluppo industriale Chieti-Pescara nato nel 2002 anche grazie ai 100 mila euro versati come fondo dalla Provincia. Oggi, il consorzio è commissariato e a traghettare l'ente verso la chiusura è il commissario Carlo Tereo de Landerset, ex assessore di Montesilvano. La Provincia vuole dismettere anche il consorzio universitario Val Pescara: un ente che «ha per oggetto lo svolgimento di tutte le attività atte a promuovere e sostenere, nel modo più utile ed efficace, iniziative ai fini dell'istituzione, mantenimento e funzionamento di poli universitari in Torre de' Passeri e zone limitrofe». Il rapporto della Provincia spiega: «Il bilancio 2005 è stato chiuso con un utile di 320 euro, mentre quello del 2006 con una perdita di 26.838 euro. Dal 2006», sottolinea il documento, «non si ha conoscenza di ulteriori documenti approvati».
Nel piano delle dismissioni ci sono anche il 3,87 per cento della Fival (Futuro e innovazione Val Pescara), l'8 per cento del consorzio Antiche terre d'Abruzzo e lo 0,016 per cento di Banca popolare etica. Tra le partecipazione da conservare, invece, figurano Provincia e Ambiente spa (78 per cento), Palacongressi spa (49) per la gestione del palazzo dei convegni di Montesilvano, Saga (1,20), Cisi Abruzzo spa (0,38), Eurobic spa (8,85), Esa srl edizioni scientifiche abruzzesi (10), Pescarainnova srl (36).
SÌ AL MOSCATELLO. La Provincia vuole conservare anche il proprio 0,01 per cento nel corsorzio per la Tutela del moscatello di Castiglione a Casauria: il consorzio, dal 2003, ha l'obiettivo di «difendere e tutelare la produzione e il commercio del moscatello di Castiglione a Casauria e l'uso della sua denominazione»: «Credo nelle peculiarità territoriali», dice Testa, «e puntare su un prodotto tipico può essere un esperimento di marketing». Il rapporto spiega: «Il consiglio direttivo, ai sensi dell'articolo 13 dello statuto, ha durata triennale. È stato eletto nel 2003 ed è scaduto. A oggi risulta ancora così composto: Mario Gagliardone presidente, Nicolino De Sanctis vice presidente, Antonio Epifano, Giovanni De Sanctis, Antonio Di Battista, Aderno D'Agostino, Carmine Renzella, Manfredi Tricca, Nerio Di Tullio, Claudio Sarmiento, Antonio Linari, Francesco Chiola e Carmine Di Domizio».
PALACONGRESSI. Per la società Palacongressi, dice Testa, «la Provincia sta per nominare il proprio esponente nel cda». Si aggiungerà agli altri due componenti del Comune di Montesilvano: Giovanni Luca Di Febo, figlio dell'ex assessore Guglielmo, e Paolo Rossi, ex candidato con la lista di Paolo Di Blasio Arcobaleno.