L'opposizione canta Bella ciao Lui replica: non sono tenuto a dire parole che fanno piacere ad altri
PESCARA. Albore Mascia, in mezz'ora di intervento, non ha mai pronunciato le parole Resistenza, antifascismo e partigiani. E la cerimonia per la festa della Liberazione, ieri mattina, in piazza Garibaldi, si è trasformata in gazzarra. Il sindaco è stato duramente contestato.
Mascia è stato costretto ad interrompere il suo discorso per i fischi e gli insulti. Qualcuno ha gridato parole offensive, come «buffone» e poi «Resistenza, Resistenza, Resistenza», mentre il capogruppo del Pd in Comune Moreno Di Pietrantonio e il consigliere di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo hanno intonato la canzone «Bella ciao». In serata, è arrivato il commento del sindaco. «Ho fatto un discorso simile a quello del capo dello Stato Napolitano, cercando di guardare avanti e di fare tesoro dei valori del 25 aprile. Non sono obbligato a pronunciare parole che fanno piacere ad altri. Mi dispiace, però, che l'Anpi si sia trasformata in un'associazione di partito e che non mi abbia nemmeno invitato alla cerimonia organizzata nel pomeriggio alla Madonnina, patrocinata dal Comune».
È il secondo anno che scoppia la polemica per l'intervento del sindaco alla cerimonia del 25 aprile. Anche nel 2010 era accaduto lo stesso, perché anche allora il primo cittadino si era dimenticato di citare la Resistenza e i partigiani. Quest'anno, l'Anpi (Associazione nazionale partigiani) e i consiglieri di centrosinistra lo hanno aspettato al varco. C'erano anche loro, ieri, in una gremita piazza Garibaldi.
La cerimonia si è aperta alle 10, con il picchetto d'onore composto dall'esercito, capitaneria di porto, carabinieri, guardia di finanza, polizia (anche penitenziaria), forestale, Croce rossa e vigili del fuoco. Subito dopo, c'è stato l'ingresso dei labari delle associazioni combattentistiche e dell'Arma. Erano presenti le massime autorità civili e militari, tra cui anche il presidente della Provincia Guerino Testa e il prefetto Vincenzo D'Antuono. Dopo il passaggio in rassegna delle forze militari, si è svolta l'azabandiera. Quindi, la benedizione e la deposizione della corona al monumento ai caduti.
Fin qui tutto si è svolto come previsto nel cerimoniale. La contestazione è esplosa quando ha cominciato a parlare Mascia. «La celebrazione dell'anniversario della riconquista della libertà del nostro popolo», ha sottolineato il sindaco in uno dei passaggi del suo intervento, «deve divenire l'occasione non solo per riflettere sul passato, ma anche per riflettere sul presente e sul futuro del nostro Paese, liberando la festa del 25 aprile dalle logiche di contrapposizione e di divisione».
Dure le critiche giunte dall'opposizione. «Mascia non ha mai citato la Resistenza e i partigiani», ha fatto notare Acerbo. «E' incredibile che il sindaco si ostini a negare valori storici e i principi fondamentali della Resistenza cui è basata la nostra Costituzione», ha osservato Di Pietrantonio. Per il segretario cittadino del Pd Stefano Casciano si è trattato dell'«ennesima provocazione di Mascia».