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Pescara, 14/04/2026
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Data: 26/04/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Resistenza negata, «Bella ciao» zittisce Mascia. In piazza Garibaldi tensione per il discorso del sindaco, l'Anpi invade il ponte del mare

Al mattino la cerimonia in piazza Garibaldi con il prefetto D'Antuono, il sindaco Albore Mascia e presidente della Provincia Testa, autorità militari, associazioni combattentistiche e d'armi e don Galeazzi a benedire la corona d'alloro in onore dei Caduti. Nel pomeriggio "Resistere uniti", la celebrazione voluta dall'Anpi di Pescara, Associazione nazionale partigiani, culminata con una festa sopra e sotto il ponte del mare. Il 25 Aprile a Pescara è stato vissuto in due momenti diversi anche per contenuti e per sentimento. Il sindaco Luigi Albore Mascia, che pure sulla scena politica nasce repubblicano, ha confermato la scelta di non citare nel suo discorso le parole Resistenza, liberazione, partigiani e nazifascismo. «Vergognoso» ha commentato la delegazione dell'Anpi a piazza Garibaldi (tra i presenti Enzo Fimiani, Luca Prosperi, Paolo Castellucci e Luciano Martocchia) che ha rimesso le cose a posto intonando il "Bella ciao" con un crescendo che ha messo la sordina al sindaco, «discorso inutilmente scialbo il suo» ha commentato Maurizio Acerbo, Prc. Attimi di tensione quando all'indirizzo di Mascia è volato un «buffone», provocazione per fortuna stroncata sul nascere.
«Sono sindaco di tutta la città e in quanto tale ho tenuto un discorso istituzionale parlando di unità del paese, dei valori del Risorgimento, delle parole rivolte alla nazione dal nostro presidente della repubblica, Napolitano, sottolineando i valori di libertà e democrazia» ha detto il primo cittadino, spiegando le ragioni del suo intervento e lamentandosi con l'Anpi per il suo mancato invito alla manifestazione del pomeriggio, «l'avete trasformata in una festa di parte» ha accusato il sindaco.
Mirava a riconciliare, così ha detto Albore Mascia, ma con il suo discorso avulso dal contesto storico e lontano dalla verità il sindaco ha finito per dividere ancora di più la piazza. Una negazione dei fatti ancor più sorprendente visto che Mascia dice d'essersi ispirato alle parole del presidente Napolitano: il quale a Roma ha parlato sì di libertà e di superamento di certe contrapposizioni ideologiche a 66 anni dal 25 aprile 1945, ma è pur vero che il punto di partenza di tutti gli interventi è stata la Liberazione del Paese dall'occupazione nazifascista ad opera dei partigiani. Ed è stato così anche per le voci del centrodestra di governo, cioè nei discorsi del ministro La Russa, benché fischiato, e del ministro Maroni.
Ascoltando invece le parole del sindaco, ieri mattina, sembrava si stesse celebrando ora la giornata del 2 Giugno, ora quella del 4 Novembre. O quella del 17 marzo per l'Unità d'Italia, ricorrenza sottolineata in più passaggi con tanto di riferimento alla Notte bianca nel centro storico. «Di sicuro quelle di Albore Mascia non sono state parole adatte per celebrare il 25 Aprile» ha detto Moreno Di Pietrantonio, capogruppo Pd in Comune. Come già lo scorso anno, è stato impossibile comprendere chi abbia liberato l'Italia 66 anni fa, da chi e da che cosa. L'unico riferimento storico del sindaco è stato sulla «durissima repressione borbonica»: una pagina di storia scritta 84 anni prima di quel 25 Aprile.
In tarda mattinata la delegazione dell'Anpi si è recata a rendere omaggio ai martiri di Colle Pineta con la promessa di commemorarli in maniera più degna l'11 febbraio prossimo (quest'anno l'amministrazione comunale ha dimenticato la corona d'alloro per l'evento, un'offesa per gli organizzatori). Nel pomeriggio sul ponte del mare hanno sventolato lo striscione dell'Anpi, quello dei Comunisti italiani, e bandiere rosse. Bellissimo il fazzoletto della Brigata Maiella sulla carrozzina rossa della piccola partigiana Viola, neonata figlia di mamma Monia e papà Oreste.
Sul palco sotto alla Madonnina si sono alternati esponenti politici e della società civile. Si sono esibiti i chitarristi Sebastian Paolisso e Jacopo Aldamonte, poi Pietro Di Meco. Ai gazebo di Cgil Pescara e Chieti, Sel, Rifondazione, Comunisti italiani, Idv, Espressione libre, Asf e Pd è stato fatto volantinaggio per il referendum del 12 e 13 giugno per l'acqua pubblica, per la ricostruzione dell'Aquila, per la lotta al precariato.
«Una festa di parte» ha criticato il sindaco, e avrebbe ragione se solo in mattinata le cose fossero andate diversamente. L'auspicio è che l'anno prossimo il 25 aprile possa essere celebrato in un unico evento: Albore Mascia s'è detto disponibile a far sì che ciò avvenga. Un bel segnale di distensione.

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