ROMA - Una lettera congiunta, firmata Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, che avrà come destinatario l'Unione Europea, metterà il sigillo al vertice tra Italia e Francia che avrà luogo oggi a Villa Madama. Se fino a qualche settimana fa i dissidi sugli immigrati sembravano portare a un conflitto lungo e carico di incognite, ora il clima si è stemperato, i nodi sembrano sciogliersi mentre è opinione diffusa che verranno chieste correzioni all'Europa sulla governance di Schengen per la libera circolazione delle persone. Con una precisazione: ovvero che il Trattato non si discute, è uno dei pilastri su cui si fonda l'Europa, ma come ha osservato Franco Frattini, ciò non esclude che possa essere «adattato» ai tempi che mutano. Una verifica, come è stata fatta all'euro quando è cambiato il patto di stabilità e crescita.
Le liti sembrano alle spalle e anche Parigi sembra parlare con altri toni nei confronti di Roma. La Francia non vuole uscire da Schengen, ha obiettato Henri Guaino, consigliere speciale di Sarkozy, ma chiede almeno «la revisione delle clausole di salvaguardia in modo che in situazioni particolari si possano stabilire dei controlli alle frontiere nazionali a partire dal momento in cui ci sono delle situazioni eccezionali». Parole che inducono alla distensione, anche se poco prima lo stesso Guaino segnava con la matita rossa un errore, da lui giudicato tale, compiuto dall'Italia con l'emergenza a Ventimiglia. Il fatto che Roma abbia lasciato passare i migranti nordafricani «pone un problema, infatti se lasci entrare senza consultarti, senza associarti con i tuoi partner, dopo non puoi mandare dal tuo vicino, tutti quelli che hai lasciato entrare».
Non sono semplici annotazioni a margine, ma si sa che i «cugini d'Oltralpe» arriveranno al vertice con toni e musica assai diversi. Oltretutto, sul meeting gravano le parole del Papa Benedetto XVI, nel messaggio Urbi et Orbi, dopo la messa di Pasqua: bisogna accogliere con solidarietà profughi e rifugiati che, in questi giorni, arrivano dall'Africa. Se Parigi ha ribadito di voler rispettare gli accordi di Schengen e accogliere solo chi possiede un titolo di soggiorno, un documento di riconoscimento e risorse sufficienti per vivere in Francia e tornare in patria, per cui il lasciapassare concesso dall'Italia è un «problema», sul tavolo sono arrivate nuove proposte comuni: primo, rafforzare il ruolo di Frontex, l'agenzia europea per la gestione della cooperazione alle frontiere. Secondo: si chiederanno all'Europa nuovi strumenti agli Stati membri in caso di un'invasione di extracomunitari. Terzo: rafforzare l'asse comune per indurre la Tunisia a una maggiore cooperazione nel contrasto all'esodo di migranti. Il governo italiano, inoltre, proporrà «strumenti di aiuti concreti», coinvolgendo la Bei, banca europea, per finanziare con 10 miliardi di euro i Paesi della sponda Sud. Inoltre, in parallelo, si proporrà di avviare la costituzione della Banca Mediterranea.
Sulla questione libica, dopo l'annuncio di Berlusconi che ha accolto l'appello della Nato per il sì alle azioni mirate nei bombardamenti, Berlusconi e Sarkozy apriranno un altro confronto. Assieme alle scalate industriali (come quella di Lactalis nei confronti di Parmalat), che costituisce un'altra parte dei dossier tra Italia e Francia. Ma anche qui non è più tempo di liti.