Pd e Idv: subito il voto in parlamento sulla nuova azione militare
ROMA. Ironia e crudeltà della sorte. Gli aerei italiani che si apprestano a bombardare le truppe di Gheddafi, fino a ieri uno dei migliori amici di Silvio Berlusconi a livello internazionale, rischiano di destabilizzare innanzitutto il governo italiano. La Lega ha già detto e sottolineato chiaro e tondo il suo «no». «Bombardare? Non avranno mai il mio voto», ha chiarito Calderoli. E se ci fosse stato bisogno di far capire che non si trattava di una posizione personale, è arrivato anche Roberto Castelli: «La Lega non voterà mai un'azione militare italiana». Così, lo scenario inaspettato che si è profilato la sera del lunedì dell'Angelo è quello di un governo che si spacca su una decisione fondamentale di politica estera. La sentenza arriva da Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e libertà: la posizione della Lega «apre di fatto la crisi di governo». Forse una forzatura, ma che certo non va molto lontano dalla realtà.
Pd e Idv hanno infatti immediatamente chiesto che la decisione della partecipazione di aerei italiani nei bombardamenti sia presa in Parlamento. Con un voto che la autorizzi come è prassi consolidata in questi casi. Per Gasbarra (Pd) non può certo bastare un'informativa per una modifica così rilevante. La Lega ribadisce le sue posizioni, ma tenta di minimizzare qualsiasi effetto politico sul governo, o quanto meno le sue responsabilità. «Nessuna crisi - sostiene Calderoli, dopo aver ribadito la contrarietà all'intervento dell'Italia - noi facciamo la nostra battaglia convinti di essere nel giusto. Quando un governo decide, deve decidere in maniera collegiale». Parole che in sostanza ribadiscono tutte le difficoltà della maggioranza su questo nuovo fronte.
Certo è che il nuovo problema apertosi ieri sera rischia di assestare il colpo definitivo a un governo già scosso dagli scandali del premier, dalle divisioni e dalle polemiche interne, da Tremonti fino alla querelle milanse, e a serio rischio di perdere una piazza importante come Milano nel prossimo voto amministrativo. In un voto in Parlamento troverebbe probabilmente una maggioranza, ma certo non quella attuale. E' infatti assai probabile che il Terzo polo garantisca il suo sostegno, e non è escluso che lo faccia anche il Pd. Futuro e libertà, si è affrettato a garantire il capogruppo Benedetto Della Vedova avrà un «atteggiamento responsabile», sottolineando però la gravità della presa di posizione della Lega. «Berlusconi - dice Bocchino - ha garantito a Obama ciò che mai avrebbe voluto fare per non turbare la dittatura di Gheddafi, ma non ha fatto i conti con la cultura antinazionale della Lega che è pronta a far sfigurare l'Italia a livello internazionale pur di prendere quattro