| |
|
| |
Pescara, 09/05/2026
Visitatore n. 753.797
|
|
|
|
|
|
|
27/10/2006
Il Messaggero
|
Filovia, il «no» sulle barricate. L'assemblea applaude Cantagallo, D'Alfonso più realista |
|
La battaglia. Accorato appello dell'associazione di Sorgentone per salvare la strada parco
C'erano gli striscioni ad effetto dei ragazzi dell'Artistico («Filovia, Pescara nord sarà l'inferno», «Filovia, strage degli innocenti», «Filovia muro di Berlino») e un'aula consiliare gremita come nelle grandi occasioni. E c'era Mario Sorgentone, microfono in pugno, a gridare una volta di più un «no» forte e chiaro alla filovia «che non servirà a curare Pescara e Montesilvano dal mal di traffico ma basterà purtroppo, con pali fili e semafori a riportare Pescara indietro di cinquant'anni, cioè ai tempi del tracciato ferroviario che tagliava le città procurando disagi, code, inquinamento. Eppure di fronte a tutto questo il Comune di Pescara tace». Un appello accorato il suo, gridato con la grinta e la passione di chi sa che non ci saranno molte altre occasioni per mettere gli amministratori cittadini di fronte a una scelta consapevole e responsabile. Anche perché la Gtm ha già assegnato l'appalto alla Balfour Beatty (il cantiere potrebbe aprire già a gennaio), la Regione conferma la regolarità dell'iter e quindi a dominare, nei palazzi comunali di Pescara e Montesilvano è il timore di dover rifondere i 31 milioni di euro messi sul piatto dall'Europa apposta per il filobus: se l'opera dovesse saltare, il conto dovrà essere pagato. Anche dai consiglieri. E' tenendo ben presente questa considerazione che il sindaco Luciano D'Alfonso è intervenuto ieri sera con una fugace apparizione, il tempo necessario per spiegare e ribadire alla platea che «la procedura del filobus riguarda altri soggetti» e che il boccino è in mano alla Regione: «Mi impegnerò a convocare la commissione competente e, se servirà, favoriremo il convincimento dei consiglieri affinché si convochi un consiglio comunale sulla filovia: posso fare moralsuasion , ma la conclusione potrebbe non incrociare il vostro applauso» ha concluso D'Alfonso, spegnendo le residue speranze dei sostenitori della strada parco. Ben altra accoglienza quella che l'assemblea ha invece riservato ad Enzo Cantagallo, sindaco di Montesilvano e strenuo oppositore del progetto. Per lui quasi una standing ovation: «Questa filovia sarà un papocchio» ha gridato Cantagallo chiamandosi un altro fragoroso applauso, eppure anch'egli sarà poi costretto ad ammettere che nella sostanza non c'è nulla di nuovo per poter sperare in una marcia indietro: «Tante belle assemblee e belle chiacchiere sono state fatte ma in questi ultimi due anni abbiamo perso tempo, la Gtm ha aperto le buste e appaltato i lavori ed è un passaggio fondamentale per la realizzazione dell'opera». Il sindaco montesilvanese non s'arrende però, e neppure Sorgentone con la sua associazione che ieri ha dato microfono all'Unitalsi e ad altre realtà che grazie alla strada parco senz'auto, e per ora senza filobus, hanno ritrovato il gusto dell'incontro, della passeggiata, dell'amicizia e della salute. «Il filobus impattante e a trazione elettrica solo per pochi chilometri, che sulle strade urbane andrà a gasolio, che senso ha?» ha sottolineato Sorgentone. «E dove sono i lotti successivi, dove i finanziamenti?» gli ha aggiunto Cantagallo. La battaglia va avanti.
|
|
|
|
|