FILOVIA sì, filovia no: l'ennesima puntata è andata in onda ieri sera al Comune di Pescara, in una sala consiliare gremita dai componenti del comitato Strada-parco. E i contestatori del progetto filovia hanno strappato al sindaco D'Alfonso la promessa di un Consiglio comunale straordinario sull'argomento. Trecento e passa persone sono giunte agguerrite a Palazzo di Città con tanto di cartelli e slogan polemici sulla realizzazione del trasporto elettrico sulla strada-parco. A chiedere la convocazione di un'assise esclusivamente dedicata alla filovia sulla strada-parco è stato il leader del comitato, Mario Sorgentone, che ha esordito così: «La nostra contrarietà non è preconcetta, ma si basa su fatti concreti. Se ci dimostreranno che la presenza della filovia non ha gravi impatti ambientali, saremo disponibili al dialogo. Ma a noi risulta che saranno utilizzati bus lunghi 18 metri alimentati da energia elettrica sulla strada-parco e dal gasolio sulla Statale. Già, perché una volta esaurito il tratto della strada-parco, questi bus interminabili andranno ad intasare vie già al collasso». Gli applausi a Sorgentone sono diventati un'ovazione all'ingresso in sala del sindaco di Montesilvano, Enzo Cantagallo, e si sono spenti dopo il discorsetto di Luciano D'Alfonso: «Io mi impegno - ha detto il sindaco di Pescara - a convocare un Consiglio straordinario su questo problema, ma non vi aspettate il consenso unanime dei consiglieri alla vostra causa. L'importante è che se il progetto della filovia andrà in porto, la cittadinanza non venga privata di un giacimento ambientale così importante». Qualcuno ha azzardato un timido applauso, subito però sommerso dal brusio di dissenso della maggioranza dei presenti.