Si ricomincia da tre. Dal terzo manager in 8 mesi che arriva col compito di portare fuori dal guado l'Atac. Ieri nella vecchia sede di via Prenestina la presentazione. «Faremo di tutto per non scaricare sui cittadini il costo di risanamento», ha promesso il sindaco Alemanno, che sui trasporti si gioca una delle partite più importanti. Con lui la nuova squadra, l'ad Carlo Tosti, il presidente Carbonetti e il direttore generale Antonio Cassano. Sono nomi, quelli scelti dal centrodestra, che però strizzano l'occhio al centrosinistra. «Fuori dalla logica della lottizzazione», precisa il sindaco.
L'aumento del biglietto? «Su questo non c'è stato contenzioso», assicura Alemanno che per la prima volta però non esclude un ritocco delle tariffe anche se «si farà di tutto per evitarlo». L'incremento, ha spiegato il sindaco, «era stato deliberato dal consiglio comunale nel 2005 e finora non è entrato in vigore. Ma prima serve il nuovo piano industriale». Il documento approvato e già da cestinare portava la firma di Maurizio Basile. Alemanno ringrazia l'ex ad «per l'importante lavoro svolto nel breve periodo in cui ha ricoperto l'incarico».
Da Tosti e Carbonetti solo frasi di circostanza, dettate dal protocollo. Accanto al management non passa inosservata la presenza di Vincenzo Piso, coordinatore regionale del Pdl, quasi un assessore aggiunto alla Mobilità. Il titolare del ruolo, Aurigemma, si dice comunque «soddisfatto per l'atteggiamento dell'opposizione», perché «un atteggiamento ostruzionistico e denigratorio avrebbe portato solo danni a un'azienda che è e deve essere una risorsa per la città e per i cittadini di Roma».
Il prossimo Cda è fissato per martedì prossimo. Ratificherà la nomina di Cassano («Non ho sponsor, le etichette politiche mi sono state affibbiate ma non mi appartengono») ma non ancora quella del sostituto di Tizzon. Il presidente dimissionario del collegio sindacale resterà in carica ancora fino al prossimo 16 giugno, giorno in cui verrà convocata l'assemblea per approvare il bilancio. «Ci siamo già messi al lavoro per definire il percorso che deve condurre la risanamento patrimoniale, finanziario ed economico e garantire l'eccellenza del servizio», si è limitato a commentare il neo presidente Carbonetti, avvocato, professore di diritto societario presso la Luiss. Percepirà 80 mila euro l'anno, «per spirito di missione», si è affrettato ad aggiungere sorridendo Alemanno, «diciamo che è libero dal bisogno...». E Carbonetti, 70 anni, incarichi di grande responsabilità in Bankitalia e alla Consob, ha chiarito di non aver accettato «per soldi».
Nel nuovo Cda ci sarà spazio anche per Franco Cioffarelli, ex assessore al Commercio, ieri Pd-Margherita, oggi Udc. Prenderà il posto di Marco Coletti.
E se l'Udc con Onorato augura «buon lavoro» alla nuova squadra e il centrodestra si ritrova intorno al nuovo vertice, non altrettanto può dirsi per il centrosinistra. L'Idv disapprova, ad Alemanno non avrebbe offerto nessun salvagente, ma evita contrapposizioni frontali con il Pd futuro alleato. Che al suo interno mostra le prime crepe. Così il capogruppo Marroni ribadisce che «la priorità è salvare l'azienda». E Lucio D'Ubaldo della direzione nazionale giudica inopportuna la nomina di Tosti - 350 mila euro l'anno il suo compenso - da ieri ex manager della canadese Bombardier, «fornitore di Atac, al quale Basile aveva bloccato una commessa». Nessun commento ufficiale dei sindacati se si esclude la Faisa-Cisal che annuncia uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30 per il prossimo 6 maggio per chiedere lo smaltimento delle ferie pregresse, 160 mila giornate non godute «per carenza di personale».